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Dalla Regione 1,5 milioni in aiuto agli operai Eaton

Contributi destinati alle ditte che assorbiranno i lavoratori di aziende in crisi Bolzonello: «Li estenderemo alle grandi imprese». Cisint: «Si coinvolga il Mise»

MONFALCONE La Regione mette mano ai finanziamenti. L’annuncio è stato quello del vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, nel giorno in cui i lavoratori della Eaton sono arrivati a Trieste in pullman per far sentire la loro presenza. Bolzonello, ieri, al tavolo sullo Sviluppo economico ha quindi fatto i conti: un milione e mezzo di euro per l’estensione dei contributi alle grandi imprese che assorbiranno personale proveniente da aziende in crisi ed un aumento dal 50 al 75% dell’intensità dell’aiuto. I primi interventi per cercare di dare una risposta ai lavoratori della Eaton.

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«Al momento – ha spiegato Bolzonello – non ci sono margini d’intervento con la multinazionale americana e anche la riconversione appare in salita, come confermano i rappresentanti delle categorie economiche. Dobbiamo avere un riscontro numerico invece da parte di Fincantieri e da altre imprese che hanno manifestato un certo interesse a riassorbire una parte dei dipendenti Eaton».

Un gruppo di dipendenti della Eaton...
Un gruppo di dipendenti della Eaton con i tamburi davanti al Consiglio regionale

Bolzonello ha continuato: «Venerdì in giunta abbiamo alzato l’asticella dell’intensità dei contributi per chi assume i lavoratori di un’azienda in crisi portandoli dal 50 al 75%, e questo è un primo passo. In assestamento di bilancio modificheremo la norma per fornire queste risorse anche alle grandi imprese al fine di aiutare una ricollocazione del maggior numero possibile di lavoratori. Lo strumento possiamo attuarlo perché l’isontina è “area di crisi diffusa” e quindi sarà rivolto a quel territorio».

Il sindaco Anna Maria Cisint, presente alle due riunioni ieri in Regione, il Tavolo sullo sviluppo dell’Isontino e la Seconda commissione consiliare relativa alla Eaton, ha ribadito l’urgenza del tavolo con il Mise. «I dati statistici – ha rilevato Cisint – confermano la situazione del tutto particolare del Monfalconese: è evidente l’esigenza di dare una risposta alla manodopera locale in cerca di impiego, mentre l’arrivo crescente di stranieri crea situazioni insostenibili sotto il profilo abitativo, sociale e dei servizi.

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È stato raggiunto il limite massimo insediativo previsto dal Piano regolatore, la revisione di questo modello di sviluppo è diventata indispensabile». Ha sottolineato l’esigenza di allagare il Tavolo sull’Isontino agli altri sindaci, da Gorizia e Grado, vista l’intercomplementarietà delle realtà economiche e dei settori produttivi.

«Il Comune – ha poi sottolineato – è a fianco dei lavoratori per una soluzione che dia certezze nei tempi più rapidi individuando ogni possibilità di ricollocamento. Per questo può risultare importante ogni intervento regionale di sostegno finanziario alle imprese coinvolte, ma è essenziale l’apertura di un tavolo che governi questo processo con il Mise e la Regione. In questo confronto è evidente che anche l’analisi delle opportunità di Eaton. «Fincantieri è un aspetto centrale, anche perché c’è l’esigenza di ridurre il sistema dei subappalti.

L’ingresso della fabbrica che ormai...
L’ingresso della fabbrica che ormai si appresta a chiudere

Nei prossimi giorni presenterò un documento di lavoro che prende a riferimento l’accordo sul lavoro di Saint Nazaire, un modello da seguire per il “caso” Monfalcone”». Per il consigliere regionale Pd, Diego Moretti, «l’audizione in commissione di sindacati, Confindustria e Comune ha confermato il comportamento inaccettabile e arrogante della società e ha evidenziato ulteriormente un atteggiamento di grande pragmatistico, concretezza e serietà da parte del vicepresidente Bolzonello e dell’assessore Panariti, che contro ogni strumentalizzazione e demagogia, stanno mettendo in campo iniziative importanti per venire incontro ai lavoratori».

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