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Raffica di rapine a Trieste, farmacisti in allarme

Quattro i colpi dall’inizio del 2018. Si rinfocolano vecchie paure. Il presidente dell’Ordine: «Ormai ci considerano facili prede»

TRIESTE Due azioni fulminee negli orari di minor afflusso, alla sera, quando è presumibile che le casse siano più piene. Pistole in pugno e facce sotto i passamontagna. I rapinatori hanno assaltato così le farmacie di via Brunner e strada di Fiume lo scorso 3 febbraio, di sabato. Sono giorni, questi, in cui sta montando - tra gli operatori delle farmacie - una decisa preoccupazione. Gli ultimi due episodi - che portano a quattro il totale dei colpi da inizio anno - rinfocolano vecchie ansie, figlie di precedenti blitz. Le notizie di questi ultimi due assalti sono trapelate solo nelle ultime 48 ore, ma - benché sia già trascorso un lasso di tempo non indifferente - le vittime sono ancora scioccate. Serrate le indagini dei carabinieri, che mantengono il massimo riserbo. Non se la sentono di parlare i dipendenti della farmacia “Ai due lucci” di via Brunner.

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Negli occhi conservano ancora tutto il terrore vissuto nei momenti in cui si sono visti puntare contro un’arma da fuoco. Erano da poco passate le 20, un orario in cui sono pochi i clienti a entrare, quando si sono visti parare davanti il rapinatore. Attimi interminabili. Il colpo è andato sostanzialmente a vuoto, per l’entrata in azione di un sistema di sicurezza che ha bloccato il registratore di cassa. E il ladro è scappato via con un bottino di appena 10 euro. Solo tre ore prima a essere presa di mira era stata la parafarmacia “Al rimedio” di strada di Fiume. In questo caso i rapinatori erano due, e, spianando le pistole in faccia alla titolare, hanno portato via qualche centinaio di euro.

La dottoressa Elisabetta Panfili, una delle titolari della farmacia di piazza Foraggi che lo scorso 9 settembre si era trovata una pistola puntata alla testa, in un raid che aveva fruttato al rapinatore una cifra consistente di oltre tremila euro, si dice «allarmata per questa deriva, in cui le farmacie vengono sempre più spesso scelte come bersaglio. Da quella sera terribile cerco di andare avanti, giorno dopo giorno, senza guardarmi indietro. Ma mi rendo conto che non potrò mai dimenticare quella situazione tremenda, in cui ero in balia degli eventi. Vulnerabile al massimo. Anche se mi sono voluta lasciare tutto alle spalle. Siamo in una situazione di grande timore continuo, come farmacisti e come cittadini in generale».

«Da alcuni anni le farmacie sono state individuate dai malviventi come facili prede. Spesso rapinate nelle fasce orarie in cui l’afflusso si fa meno intenso e si reca in farmacia solo chi ha stretta necessità di un farmaco». A parlare qui è Marcello Milani, il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Trieste. «Non possiamo - aggiunge - non prestare servizio in quelle ore, siamo obbligati. Per questo molte farmacie si sono dotate di sistemi di vigilanza, con telecamere interne a circuito chiuso che filmano i movimenti e registrano le immagini in remoto. Alcune sono anche collegate direttamente alla Questura». Secondo quanto riportato da Federfarma Trieste, sindacato che fa capo a tutte le farmacie della città, all’aumento delle rapine nelle farmacie si sta tentando di rispondere concretamente con l’installazione di telecamere, appunto, anche all’esterno, da collegare poi alla Questura. Altro sistema già adottato da alcune farmacie è quello di una particolare “cassa automatica temporizzata”, la cui apertura non è nelle disponibilità dei dipendenti. Sistema presente proprio in una delle ultime farmacie rapinate, quella di via Brunner, che ha sostanzialmente fatto fruttare un bottino pressoché nullo al bandito.

Da inizio anno sono state rapinate tre farmacie e una parafarmacia, secondo quanto riportato dallo stesso Ordine: le farmacie di via Brunner, via San Marco e via Giulia e la parafarmacia di strada di Fiume. Negli scorsi anni bersaglio dei rapinatori erano state le farmacie di via Commerciale, Barcola, via Baiamonti, Servola, piazzale Valmaura, Basovizza, via Ginnastica, San Giacomo e Ponziana. Rapine avvenute in gran parte dei casi, negli orari vicini alla chiusura. Uno stillicidio che lascia strascichi di paura, specie tra gli operatori oltre che nella clientela e nella cittadinanza nel suo complesso.

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