Quotidiani locali

Guardia di finanza in lutto, è morto Angelo Capizzi

Dopo una breve malattia, si è spento al San Giovanni di Dio di Gorizia Angelo Capizzi, socio sottotenente dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia.Nato a Caltanissetta nel 1934, si era...

Dopo una breve malattia, si è spento al San Giovanni di Dio di Gorizia Angelo Capizzi, socio sottotenente dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia.

Nato a Caltanissetta nel 1934, si era arruolato nel corpo della Guardia di finanza nel 1954. Al termine del corso di formazione, quale finanziere, fu assegnato alla sede di Como. Durante lo svolgimento del servizio presso quella sede, partecipò al concorso per diventare ispettore e, dopo l’ulteriore corso, fu assegnato al comando generale della Guardia di finanza di Roma dove vi rimase fino al 1962. Nello stesso anno fu assegnato alla Brigata di Marano Lagunare, quale vicecomandante di brigata, dove rimase fino al 1968, anno in cui arrivò alla Compagnia Guardia di finanza di Gorizia.

Alla sede di Gorizia svolse vari incarichi: comandante delle varie squadre operative dislocate nella città, dalla Casa rossa alla ferrovia e a quella delle Imposte di fabbricazione, quest’ultima con sede in via Diaz. «Tutti i compiti assegnati furono assolti con diligenza ed alto senso del dovere», si legge in una nota. Nel 1989 venne collocato in congedo. Fin dal 1987, entrò a far parte della famiglia dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia (Anfi) di Gorizia partecipando attivamente e fattivamente alla vita associativa. Le esequie sono programmate per domani alle 12 nella chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio, in piazza Vittoria di Gorizia, partendo dalla cappella dell’ospedale San Giovanni di Dio. Seguirà la sepoltura nel cimitero di Lucinico.

I familiari hanno voluto dedicargli l’ultimo saluto, l’ultimo pensiero. «Un ultimo saluto da Angelo, amico di tutti, amico dell’onestà, amico dei valori, amico della giustizia, della profonda fede e dell’ amore per la famiglia. Un saluto come solo lui sapeva

ancora fare, con il baciamano, con quel gesto di chi ha sempre amato l’arte e l’ha condivisa con la città di Gorizia. Un saluto da galantuomo con l’alzata di cappello l’inchino del capo ed il sorriso negli occhi. Ciao papà, ciao grande nonno, ti salutiamo anche noi, grazie di tutto».

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro