Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Triestina seppellita a Salerno dopo un anno all’obitorio

L'ospedale di Salerno

Può riposare finalmente in pace Giorgina Ciscot, l’ottantanovenne di origini triestine dimenticata da oltre un anno in una cella frigorifera dell’ospedale di Salerno, il “Ruggi d’Aragona”.

TRIESTE Può riposare finalmente in pace Giorgina Ciscot, l’ottantanovenne di origini triestine dimenticata da oltre un anno in una cella frigorifera dell’ospedale di Salerno, il “Ruggi d’Aragona”. Il caso, grazie al pressing della stampa, ha trovato una soluzione proprio ieri: alle undici sono state celebrate le esequie della signora nel cimitero della città campana.

Se ne sono incaricate le autorità locali: l’Azienda ospedaliera, il Comune, il Tribunale (che ha dato il nulla osta) e la Prefe ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

TRIESTE Può riposare finalmente in pace Giorgina Ciscot, l’ottantanovenne di origini triestine dimenticata da oltre un anno in una cella frigorifera dell’ospedale di Salerno, il “Ruggi d’Aragona”. Il caso, grazie al pressing della stampa, ha trovato una soluzione proprio ieri: alle undici sono state celebrate le esequie della signora nel cimitero della città campana.

Se ne sono incaricate le autorità locali: l’Azienda ospedaliera, il Comune, il Tribunale (che ha dato il nulla osta) e la Prefettura dopo mesi di tira e molla tra enti.



Giorgina Ciscot, nata a Trieste il 25 aprile del 1928, era deceduta per cause naturali il 19 gennaio del 2017. Ma non aveva parenti in vita e nessuno si era fatto avanti per dare degna sepoltura alla donna. In mancanza di un familiare, avrebbe dovuto occuparsene i Servizi sociali del Comune. Ma dopo un anno il cadavere si trovava ancora là, chiuso in una cella frigorifera del nosocomio.

A ostacolare le procedure, secondo quanto accertato dal quotidiano di Salerno “La Città”, le cospicue proprietà dell’anziana: Giorgina abitava in una casa popolare, ma da quanto risulta possedeva una discreta somma di denaro. I soldi erano depositati su alcuni conti correnti e libretti postali. Ma una parte dei quattrini sarebbe stata lasciata proprio in casa. Per gestire i beni della donna ed entrare nell’alloggio serviva dunque un’autorizzazione della magistratura: tuttavia, in mancanza di una certezza sulla presenza o meno di un parente ancora in vita (un possibile erede, dunque), la pratica si è fermata. O, come par di capire, proprio dimenticata.

Nei giorni scorsi i vertici dell’Azienda sanitaria di Salerno avevano precisato che dall’obitorio dall’ospedale erano partiti numerosi solleciti al Comune (almeno cinque) per la sepoltura della salma. Ma senza esito. Ieri la tumulazione al cimitero di Salerno dopo una breve cerimonia religiosa.

(g.s.)