Quotidiani locali

Menù dei cuscini, smart tv o altalene come comodini

Quattro esempi di immobili riqualificati in chiave ricettiva con stanze originali Non solo in centro: in via dell’Eremo garage e officina nel paradiso dei ciclisti

C’è chi trasforma un rudere in un angolo di paradiso specializzato nell’accogliere gli appassionati di cicloturismo o chi converte tre piani di Casa Rusconi, in piazza della Borsa, in una struttura dove l’ospite può contare persino su un menù dei cuscini. I nuovi gestori di strutture ricettive hanno idee brillanti, coccolano il cliente con servizi extra cercando di accaparrarsi determinate nicchie di mercato. Alla base ci sono spesso importanti investimenti.

In centro città, tra le operazioni più importanti dal punto di vista immobiliare, ci sono l’apertura avvenuta a inizio anno di “9 Stanze Boutique Rooms” in Casa Rusconi, all’angolo tra piazza della Borsa e via Cassa di Risparmio, e quella di “Calcara Family Aparthotel” in piazza Goldoni. Alla base, due operazioni di investitori che hanno rilevato i muri e poi il successivo intervento di imprenditori che hanno preso in gestione quegli spazi trasformandoli in strutture per turisti. La più giovane triestina a gestire una simile realtà è la ventenne Anna Calcara. Da pochi mesi guida la struttura da 18 piccoli appartamenti in piazza Goldoni. «Sono lì dalle 8 del mattino – racconta –, mi occupo dei check in e check out, di tutto il sistema di informazioni e prenotazioni on line e non, controllo che tutti siano soddisfatti. È un lavoro non sempre facile ma regala grandi soddisfazioni».

Camere hi-tech disegnate dallo studio di architettura Metroarea per gli ospiti di “9 Stanze Boutique Rooms” in piazza della Borsa, dove sono garantiti anche un menù dei cuscini, i materassi da 29 centimetri, smart Tv da 43 pollici e persino uno smartphone ad uso esclusivo del cliente per il periodo di permanenza a Trieste con chiamate e wi-fi illimitati. «Siamo una boutique rooms di nuova generazione, turistica ma studiata per il business e infatti abbiamo già stretto convenzioni con le più grosse aziende triestine», spiega il titolare Massimo De Martino. Gli ospiti non devono neppure uscire dalla struttura per andare a pranzo o a fare colazione visto che esiste un collegamento diretto con il bistrò Theresia che occupa i primi due piani del palazzo.

Basta allontanarsi un po’ dal centro per trovare “Al Dolce Eremo”, un’altra nuova realtà definita bed&kitchen e che di fatto rappresenta tutto ciò che vorrebbe incontrare lungo il suo viaggio chi ama scoprire il mondo in bicicletta. Una struttura in via dell’Eremo che fino a pochi mesi era un vero rudere, e che Fabiana Parovel ha trasformato in un angolo di pace dove per chi arriva in bici vengono messi a disposizione un garage sicuro dove sistemare la due ruote e persino una piccola officina con gli attrezzi utili a sistemare all’evenienza la bici. E poi materiale informativo, sugli itinerari per esempio e tutto ciò che può interessare chi ama il cicloturismo. «Ovviamente – specifica Parovel – la struttura accoglie al meglio tutti i turisti ma abbiamo deciso di dedicarci ad una nicchia del mercato e miriamo a dare un servizio dedicato, che si distingua in quel settore».

In via San Francesco invece un’altra donna, Ilaria Fantini – a riprova di come questo settore veda l’imprenditoria femminile in primo piano –, dallo scorso settembre ha trasformato un ampio appartamento nel b&b Francis Superior che fa sognare con nuvole alle pareti e altalene a mo’ di comodini. «Dopo anni nel settore dell’intrattenimento – racconta – ho deciso di puntare sul turismo e di aprire con il mio compagno e grazie al supporto delle nostre famiglie questa realtà ricettiva. Il rapporto

che si crea con gli ospiti regala grandi soddisfazioni: il clima è più informale rispetto all’albergo, i clienti sono più propensi a socializzare. Una coppia siciliana dopo essere stata ospite da noi mi ha inviato le foto di un prosciutto cotto in crosta fatto in casa». (l.t.)

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