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«La priorità è una strategia unica»

Il presidente di PromoTrieste Malusà: «I nuovi insediamenti creeranno squilibri»

PromoTrieste, a un anno e mezzo dal cambio dei vertici, sembra viaggiare sul treno giusto. Il direttivo ha appena deliberato due novità, ma c’è ancora molto da fare. Parola del presidente Umberto Malusà, classe ’53, oggi consulente per vari enti, dopo una lunga carriera in cui è stato anche direttore della comunicazione di Finmeccanica.

Quali le novità deliberate?

Si porterà alla prossima assemblea dei soci un nuovo statuto con importanti innovazioni: viene data la possibilità al consorzio di essere un soggetto attivo sul mercato, non per fare concorrenza agli operatori ma per adeguarci alle sfide del domani, e si è deciso di rivedere il sistema di contribuzione delle quote sociali. I soci privati credono nel consorzio.

A che cosa serviranno i nuovi introiti?

A creare valore per soci e territorio, contribuendo a coprire i costi fissi del consorzio, più che dimezzati, e a supportare la promozione. Ad esempio anche quest’anno parteciperemo a diverse manifestazioni, incontrando centinaia di operatori e buyers a livello internazionale.

Come si colloca Trieste quale meta turistica e di che cosa ha bisogno?

Se nel resto della regione un ruolo determinante è stato svolto dalle azioni di marketing di PromoTurismoFvg, nella città giuliana e nei comuni limitrofi il turismo è essenzialmente individuale, attratto dall’identità di Trieste che si può individuare in due valori: cultura e mare. Anche il recente progetto “Una donna è Trieste” non era un’azione di marketing vera e propria quanto di immagine. L’obiettivo principale di Trieste non è tanto quello di aumentare i volumi di arrivi e presenze (nei momenti di punta e nell’alta stagione i posti letto sono saturi), quanto quello di allungare la stagione con iniziative specifiche e il congressuale.

Sarà sempre così?

Lo scenario sta cambiando velocemente: gli investimenti in nuovi insediamenti alberghieri squilibreranno l’offerta e il sistema turistico. Già oggi è necessario affrontare il futuro del turismo superando l’attuale approccio individualistico o estemporaneo puntando su una strategia.

Il Comune di Trieste non fa parte del Comitato d’indirizzo di PromoTrieste. C’è il rischio di politiche distinte sul turismo?

Nel Comitato sono presenti tutte le istituzioni, amministrazioni ed enti culturali e sportivi triestini. Mi sembra che l’attività di promozione turistica dell’attuale assessorato comunale competente non abbia caratteristiche strategiche nel metodo, negli obiettivi e nei risultati. In altri campi con il Comune si lavora facendo squadra, come richiesto dall’assessore alla Cultura

Rossi, che ha collaborato con noi. Le risorse non sono tante e anche quando, auspicabilmente, la “tassa di soggiorno” sarà realtà, dovremo utilizzarla all’interno di una strategia condivisa, in cui noi siamo un punto di riferimento insostituibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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