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Ferriera, la Regione “smonta” il Comune

«Fuori tempo massimo le osservazioni sui parchi minerali. Richiesta di revoca in autotutela mai arrivata»

«Il Comune di Trieste era ben consapevole della possibilità di formulare osservazioni in merito alla richiesta, presentata da Arvedi spa, di proroga del termine per la presentazione del progetto di copertura dei parchi minerali. Purtroppo, tali osservazioni, di cui si sarebbe certamente tenuto conto, sono state inviate fuori tempo massimo». Lo rileva la direzione regionale Ambiente, responsabile del procedimento, rispetto alla notizia, peraltro annunciata solo a mezzo stampa, che il Comune di Trieste avrebbe richiesto di procedere in autotutela all’annullamento d’ufficio della proroga stessa.

In proposito, dalla direzione Ambiente si sottolinea che in ogni caso la questione posta dal Comune è squisitamente ed esclusivamente formale. Infatti se la proroga non fosse stata concessa, la Regione, una volta superato il termine inizialmente fissato al 29 gennaio per la presentazione del progetto, avrebbe dovuto diffidare la società a proporre il progetto di copertura entro un termine congruo. In pratica, si tratta dello stesso effetto che si è ottenuto concedendo la proroga richiesta. Ribadendo comunque che al momento non risulta essere pervenuta da parte dell’amministrazione comunale di Trieste alcuna richiesta, la direzione Ambiente ricostruisce, nel dettaglio, gli ultimi passaggi della vicenda. La Regione, con nota del 30 novembre 2017, ha comunicato ad Arvedi spa la necessità di presentare il progetto di copertura dei parchi entro 60 giorni, ovvero entro il 29 gennaio 2018. Tale nota è stata inviata per conoscenza anche a tutte le amministrazioni coinvolte. Compreso naturalmente il Comune di Trieste. L’8 gennaio 2018 è arrivata in Regione la richiesta di Arvedi di proroga del termine. Anche la richiesta di proroga è stata inviata a tutte le amministrazioni coinvolte. Poiché dunque il termine sarebbe scaduto il 29 gennaio, l’eventuale proroga poteva essere concessa solo entro tale data, non essendo evidentemente possibile prorogare un termine dopo che lo stesso è scaduto. La Regione ha quindi concesso la proroga sia in quanto ha ritenuto congrua la richiesta sia perché entro il 29 gennaio nessuna delle amministrazioni coinvolte nel procedimento aveva manifestato proprie osservazioni.

«La comunicazione della Regione ad Arvedi contenente l’assenso alla richiesta di proroga è partita dagli uffici della direzione Ambiente alle ore 15.05 di lunedì 29 gennaio - si fa sapere -. Come detto la proroga non poteva essere concessa dopo la scadenza del termine. Soltanto alle ore 17.36 dello stesso giorno, e quindi evidentemente fuori tempo massimo, è pervenuta una nota del Comune contenente le ragioni per cui, secondo il Comune stesso, la proroga non doveva essere concessa». Ma non basta. «Ad ogni modo gli

uffici della Regione esamineranno con la doverosa attenzione l’istanza del Comune di procedere all’annullamento in via di autotutela - è l’ultima stoccata della Regione al Comune -. Purché tale istanza sia stata effettivamente presentata e non solo annunciata agli organi di stampa».

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