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Civica benemerenza alla Lega nazionale E affondo di Staffieri

L’ex sindaco contesta le vie ancora dedicate a Tito in Istria «Aspetto di vedere chi e quando si inginocchierà a Basovizza»

«Tuttavia, fin che in Istria continueranno a esservi strade e piazze intitolate a Tito, io continuerò a ricordare che Willy Brandt andò a inginocchiarsi sul cancello di Auschwitz per chiedere perdono. Aspetto di vedere se, quando e chi s’inginocchierà a Basovizza ...».

Gli unici applausi a scena aperta. Ieri mattina se li è presi l’ex sindaco Giulio Staffieri, 83 anni portati con la consueta energia, durante la sua “prolusione” nella cerimonia di conferimento della civica benemerenza alla Lega nazionale, tenutasi nell’aula consiliare del Comune. E il “comandante”, che è stato storico esponente della Lista per Trieste ed è socio benemerito della Lega nazionale, ha riepilogato i passaggi salienti dei quasi 130 anni del sodalizio patriottico, rivendicandone, con il suo tipico puntiglio, i contenuti ideali e politici all’insegna del verbo irredentista.

La nascita, avvenuta nel 1891, per difendere sotto il dominio asburgico l’identità culturale e linguistica non solo di Trieste, ma anche del Trentino, dell’Istria, della Dalmazia. I 45 mila iscritti del 1915. Le collaborazioni prestigiose di grandi firme della cultura nazionale ed europea, come quelle di Italo Svevo, di James Joyce, di Fortunato Depero, di Ruggero Leoncavallo, di Filippo Tommaso Marinetti. Le sei medaglie d’oro durante il primo conflitto mondiale. La creazione di iniziative e di strutture dedicate all’educazione giovanile, dai ricreatori alle colonie, che sarebbero state poi assorbite dalle pubbliche istituzioni durante il fascismo. La ricostituzione, avvenuta nell’immediato secondo dopoguerra, per riportare Trieste alla madrepatria: tutti e sei i morti del novembre 1953 erano iscritti alla Lega nazionale e vennero insigniti della medaglia d’oro alla memoria durante il settennato di Carlo Azeglio Ciampi. La collaborazione con l’associazionismo d’arma raccolto nella federazione grigioverde. Risale poi al 1968 la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, concessa perchè la Lega perpetua e promuove «la conoscenza, lo studio l’amore e la difesa della lingua e della civiltà italiana nella Venezia Giulia».

L’associazione partecipa alla battaglia contro il trattato di Osimo a metà anni ’70. Infine il pressing per ottenere il riconoscimento della Foiba di Basovizza quale monumento nazionale, fino all’istituzione del Giorno del ricordo fissato al 10 febbraio: e da qui lo spunto polemico del discorso di Staffieri, che vorrebbe vedere un omaggio istituzionale, da parte dei Paesi sorti dall’ex Jugoslavia, a un luogo simbolico del tragico destino dell’italianità adriatica.

Il discorso di Staffieri era stato introdotto dagli interventi del sindaco Roberto Dipiazza e del presidente della Lega nazionale, Paolo Sardos Albertini. «In segno di gratitudine per l’impegno profuso fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1891, per la conservazione dell’anima italiana di Trieste all’epoca dell’Impero asburgico, per il ricongiungimento di Trieste all’Italia nel secondo dopoguerra e per la rivendicazione del diritto di operare affinchè Trieste acquisisca definitivamente il ruolo di capitale morale di tutti gli italiani dell’Adriatico orientale»: questa la motivazione della civica benemerenza, ricordata dal primo cittadino. In particolare, Dipiazza ha voluto ricordare l’impegno della Lega nazionale nella conduzione del Sacrario di Basovizza, dal monumento vero e proprio al centro di documentazione. A Sardos Albertini è piaciuto soprattutto quel riferimento alla «capitale morale dell’Adriatico orientale», quell’ideale percorso che dal colle di San Giusto arriva fino a Cattaro. In questa suggestiva prospettiva - ha detto il presidente dell’associazione - Trieste possa raccogliere la tradizione di Venezia. La Lega nazionale - ha continuato - è sempre stata a fianco del Comune triestino nella tutela dell’identità nazionale della città, quasi «il braccio secolare» operante nella vita sociale e culturale.

Aula consiliare gremita per la cerimonia. A cominciare dalle presenze istituzionali dell’assessore regionale Francesco Peroni, del prefetto Annapaola Porzio, del questore Isabella Fusiello, il sindaco di Duino Aurisina Daniela Pallotta. Sugli scranni giuntali il vicesindaco Pierpaolo Roberti, gli assessori Angela Brandi, Elisa Lodi, Michele Lobianco, Giorgio Rossi. Presente Renzo Tondo, candidato del centrodestra

nel collegio triestino della Camera. Molti i civici consiglieri della maggioranza: Piero Camber, Everest Bertoli, Manuela Declich, Alberto Polacco, Claudio Giacomelli, Salvatore Porro. Per l’opposizione Fabiana Martini e Maria Teresa Bassa Poropat.

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