Quotidiani locali

Casa Rassauer ospiterà l’Enoteca dell’Impero

È il futuro che l’assessore Oreti vede per lo storico edificio di Borgo Castello:  «Valorizzerebbe l’area in chiave turistica, culturale ed enogastronomica»

Enrico Graziano, direttore della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, aveva affermato che Casa Rassauer (Borgo Castello), di proprietà della Fondazione stessa, potrebbe divenire la sede di appartamenti e di attività turistiche, tra cui un Infopoint. L’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Oreti, vede lo storico edificio anche come sede di «un’enoteca dell’Impero» premettendo che «si tratta di una proprietà della Fondazione Coronini e pertanto, considerati gli ottimi rapporti che ci legano alla Fondazione, non è nostra intenzione interferire con le decisioni che verranno prese in merito all’edificio».

Per Oreti, infatti: «Tenuto conto che Casa Rassauer è una storica realtà che fa anche parte del patrimonio della città un’idea ce l’abbiamo e, secondo quanto concordato con il sindaco Ziberna, come amministrazione comunale, dopo aver avuto il benestare del curatorio della Fondazione Coronini, proporremo alla prossima giunta regionale di acquistare l’edificio per realizzare l’enoteca dell’Impero ed uno spazio turistico dove poter vendere gadget e materiale promozionale di Gorizia. Questa soluzione permetterebbe di valorizzare in maniera importante borgo Castello sia in chiave turistica che in chiave culturale ed enogastronomica».

Ovviamente, occorre attendere. Di certo, quest’idea ne vorrebbe perfezionare un’altra più vasta: la creazione di una rete museale goriziana comprendente il Castello, i Musei provinciali, il Museo di Santa Chiara con collegamenti anche a realtà private come la stessa Fondazione Coronini. Il progetto, com’è logico, sarebbe probabilmente attuato soltanto se a capo della Regione finisse una giunta dello stesso colore politico di quella Ziberna. Ma anche per gli esiti delle prossime elezioni regionali, si sa, occorre attendere. Ricordando invece le ultime vicende di Casa Rassauer, si può ricordare che è stata danneggiata, per una parte del tetto e del sottotetto, nel maggio dello scorso anno. Da allora, l’edificio (costruito nel 1475) è stato oggetto di una serie di lavori per la sua messa in sicurezza, per l’eliminazione dei ruderi e per la conservazione delle parti che, eventualmente, potranno venir riutilizzate. La Fondazione Coronini ha provveduto a informare la Sovrintendenza che ha concesso la sua approvazione.

La Fondazione di viale 20 Settembre ha anche incassato, a seguito dell’incendio, un indennizzo assicurativo dell’importo di 108 mila euro: ciò permetterà il recupero di quanto il rogo ha gravemente danneggiato. Ma si tratta di una somma che coprirà solo una parte dei lavori che la “Coronini” ha in mente di fare. Ad ogni modo, sul futuro di Casa Rassauer non vi sono definitive certezze e, al di là delle lodevoli intenzioni, il direttore della Fondazione, Enrico Graziano, preferisce non sbilanciarsi oltre. Peraltro, il rogo alimentò anche più di una polemica: sia per la conservazione dell’edificio negli ultimi tempi, sia per come sono stati svolti i suoi lavori di messa in sicurezza. Più di qualcuno aveva persino ipotizzato che il mancato svuotamento dell’immobile e la mancata protezione dello stesso avrebbero potuto contribuire in maniera determinante all’innesco e allo sviluppo delle fiamme. Nello specifico, era stato anche presentato alla Procura della Repubblica un esposto da parte di quaranta cittadini.

In effetti, casa Rassauer era connotata da degrado ben prima del maggio dello scorso anno. Il fuoco non esitò a divampare e ad espandersi costringendo i vigili del fuoco a un intenso lavoro per domarlo, ovviamente sotto gli occhi (e gli smartphone) di molti curiosi, accorsi per assistere al triste spettacolo. Ora, lasciando da parte precoci (e quindi ingiustificati) trionfalismi, limitandoci a raccontare lo svolgimento degli ultimi accadimenti relativi allo storico edificio

(e le intenzioni che ne riguardano l’avvenire), per Casa Rassauer sembra ipotizzabile una nuova vita. E il pensiero all’araba fenice, il mitologico uccello di fuoco capace di rinascere dopo la morte dalle proprie ceneri, sorge fin troppo spontaneo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro