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«Uffici sguarniti e turni impossibili» Comunali in rivolta

Lo stato d’agitazione dei dipendenti del Municipio di Grado si allarga dai soli vigili urbani a tutto il personale in servizio

GRADO. Non più solo i vigili urbani. Ora è tutto il personale del Comune di Grado, che conta circa 160 dipendenti, a essere in stato d’agitazione. Tanto che è già stata chiesta alla Prefettura di Gorizia l’attivazione di un’apposita procedura amministrativa di conciliazione. A inoltrare tale richiesta sono state la Rsu del Comune, che rappresenta tutte le sigle sindacali, e la segreteria regionale della Uil Fpl, cui fa capo il Sindacato autonomo gradese, che è maggioritario in seno alla stessa Rsu. Le istanze avanzate recano al primo punto la necessità d’instaurare nuovamente un clima di vero confronto tra amministrazione e parti sociali, con il giusto coinvolgimento delle stesse. C’è poi la richiesta del rispetto delle prerogative sindacali e del «ruolo imprescindibile» svolto dalla Rsu a tutela dei diritti dei lavoratori del Comune, «cosa troppo spesso dimenticata dall’attuale delegazione trattante di parte pubblica», cioè quella del Comune. Ma c’è di più: viene espressamente chiesta la sostituzione del presidente della delegazione trattante di parte pubblica con un’altra figura, «condizione necessaria – affermano ancora Uil e Rsu del Comune – affinché si possa superare la situazione attuale di stallo e si possa riavviare un tavolo serio, ma sereno, di trattative».

Chiaro il riferimento al segretario comunale Salvatore Di Giuseppe, con cui, evidentemente, le parti sociali sentono di non riuscire a operare in sintonia. Secondo i firmatari dell’istanza, il coordinatore Rsu Maurizio Longo e il segretario regionale Uil Fpl Luciano Bressan, negli ultimi anni la situazione organizzativa e occupazionale in Comune ha registrato un costante peggioramento, dovuto in primo luogo al progressivo calo del personale e alla mancanza di un’adeguata programmazione da parte dei responsabili del Servizio gestione risorse umane, «che si sono irrigiditi nelle loro posizioni e non hanno voluto avviare un opportuno confronto con le organizzazioni sindacali e la Rsu». Emerge quindi la questione del trasferimento di competenze amministrative dal Servizio polizia locale ad altri servizi senza un adeguato corrispondente trasferimento a rinforzo di personale, fatto che - sempre secondo le parti sociali - congestiona determinati uffici senza che nel contempo ci sia un’adeguata verifica dei carichi di lavoro. «È stata una scelta che non ha visto coinvolta la Rsu – affermano ancora i firmatari dell’istanza alla Prefettura – e pertanto i lavoratori esprimono tutta la loro preoccupazione in merito all’impatto sul benessere lavorativo e sullo stress lavoro correlato che tale provvedimento potrebbe comportare».

Sul tavolo, appunto, non ci sono solo i vigili: diversi, infatti, sono i settori - insistono i sindacati - in cui il personale risulta essere sottoposto a eccessivi carichi.

I problemi, di massima, sono dovuti a personale prossimo alla pensione o addirittura già in quiescenza e non adeguatamente sostituito, «mentre non si è voluto tener conto in alcun modo delle domande di mobilità interna in essere, che avrebbero potuto portare una boccata d’ossigeno a uffici prossimi al collasso». Un esempio su tutti, secondo la Rsu, è rappresentato da Casa Serena. «La turnazione delle operatrici socio-sanitarie comunali è stata completamente stravolta, e con essa la vita privata delle loro famiglie, con turni che prevedono tre giorni su sei una settimana e tre su cinque quella seguente, con la conseguenza che il calcolo e la programmazione delle ferie e dei riposi riportano evidenti errori che rendono difficoltose la gestione del servizio e la possibilità di conciliare lavoro e vita privata per le operatrici coinvolte».

In ballo viene tirato anche i regolamenti per gli incentivi delle funzioni tecniche riguardanti la Fornitura appalti e servizi - ha subito numerosi rallentamenti e si è arenato più volte - e dei buoni pasto, «che, in anni di contenimento della spesa pubblica e limite del salario accessorio ai dipendenti, non ha visto a nostro

avviso un adeguato coinvolgimento delle parti sociali». Nell’istanza, infine, si fa riferimento alla «promessa di stabilizzare il personale attualmente a tempo determinato» e di trovare una soluzione per l’annoso problema degli stagionali.

@anboemo . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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