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Tex Giulia, vertice in Regione

I sindacati incontrano l’assessore Panariti. Venerdì summit con la proprietà

E venne il giorno del vertice in Regione sul caso “Tex Giulia”. L’appuntamento è fissato nella tarda mattinata odierna. Il sindacalista della Filctem-Cgil Gianpaolo Giuliano resta abbottonato. «Incontreremo l’assessorato al Lavoro. Cercheremo, assieme a Loredana Panariti, di individuare tutti i possibili percorsi per queste venti persone che si ritroveranno senza più lavoro».

Poi, venerdì sarà la volta dell’incontro con la proprietà in cui si affronterà la questione degli incentivi all’esodo. «Sino ad aprile, l’azienda funziona e continuerà a produrre. Poi, chiuderà», aggiunge Giuliano.

Nei giorni scorsi, il sindaco Ziberna aveva annunciato di aver chiesto un incontro alla proprietà, anche alla luce delle voci secondo cui ci sarebbe la volontà di vendere la struttura che oggi ospita Tex Giulia. «Comprendiamo le difficoltà di chi opera nel campo del tessile in Italia – aveva dichiarato -, un settore in crisi ormai da diversi anni a causa delle concorrenza di altri Paesi ma dobbiamo comunque cercare di tutelare un territorio, quello goriziano, che sta ancora pesantemente scontando le conseguenze della riapertura dei confini. Per questo, apriremo un confronto con l’azienda chiedendo che, in caso di vendita del sito, ci sia un impegno affinché l’eventuale cessione sia caratterizzata dalla presenza di acquirente che assicuri il mantenimento delle produttività dello stabilimento, anche se in mbiti diversi da quello tessile».

Il sindaco evidenziò, anche, la necessità di attuare un pressing sulla Regione, in particolare sull’assessorato alle attività produttive, «affinché percorra ogni strada per evitare nuove chiusure industriali a Gorizia». L’assessore comunale al Lavoro Bernobich concordò con i sindacati l’apertura di un tavolo permanente, che sarà attivato in tempi brevissimi, per analizzare la situazione di crisi in città mentre l’assessore al Welfare Romano assicurò la massima disponibilità del Comune ad aiutare le famiglie colpite dalla chiusura di Tex Giulia.

La Cgil, sin dalla prima ora, ha precisato che si tratta di una situazione completamente diversa rispetto alla Eaton di Monfalcone. «Non è stato un fulmine a ciel sereno. Conoscevamo perfettamente la situazione produttiva e, assieme alla proprietà, abbiamo cercato tutte le vie d’uscita possibili e immaginabili. Ma quando ci sono dei competitor che riescono a produrre a prezzi così bassi, la partita è destinata a chiudersi con una sconfitta», aveva spiegato l’esponente della Filctem.

La Tex Giulia, nei tempi che furono, ebbe anche più di cento dipendenti. Poi, con il passare degli anni, ci furono continui ridimensionamenti. Sei anni fa, Tex Giulia aveva un’ottantina di operai, ridotti poi a 54, per arrivare a 31, quindi ai 20 attuali. Una lenta erosione sino ad arrivare all’ultimo atto, quello più doloroso. «Dopo la ristrutturazione, l’azienda è andata avanti per due anni, cercando di

rimanere a galla. Ma, a questo punto, la situazione è compromessa e non ci sono più alternative alla chiusura», spiegò Gianpaolo Giuliano. L’unica cosa positiva in una situazione oggettivamente molto triste è che i dipendenti godranno di incentivi all’esodo.

(fra.fa.)

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