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Raccordo ancora incompleto E la Casillo non può decollare

L’allarme sindacale: «Siamo in attesa dei lavori di elettrificazione di Rfi L’azienda in questo modo non riuscirà a riassorbire i 30 operai non occupati»

Manca l’elettrificazione dell’ultimo tratto del raccordo ferroviario che collega l’area industriale Schiavetti-Brancolo alla stazione ferroviaria Ronchi Sud, un tratto di binari di poco più di 700 metri che attraversano il varco di ingresso alla stazione per immettersi nella rete nazionale, ed è bloccato lo sviluppo della Casillo che ha acquisito lo stabilimento ex De Franceschi e non è ancora in grado di decollare. Tutti hanno svolto il loro compito, il raccordo fino a pochi passi dal varco è pronto e sistemato, manca all’appello soltanto Rfi che non ha nemmeno iniziato i lavori.

A lanciare l’allarme è il sindacato di fronte ai ritardi con cui deve fare i conti la Casillo che non si avvia come era nei patti. «Siamo molto preoccupati sulla situazione del raccordo nel tratto che riguarda Rfi - spiega il segretario della Flai-Cgil, Enrico Coceani - solo quando entrerà in funzione permetterà il decollo alla Casillo che è in ritardo nella tabella di marcia e non può recuperare le persone che erano rimaste in strada con la chiusura della De Franceschi».

Per ora a lavorare sono in 10- 12, la metà si occupa delle navi che continuano ad arrivare e scaricare sulla banchina e a riempire i silos di grano, gli altri dei lavori di messa a punto all’interno dell’azienda. Ma ci sono altre 30 persone fuori che attendono di essere riassorbite e da oltre un anno hanno concluso qualsiasi ammortizzatore sociale.

«L’azienda proprio in questi giorni ha iniziato a smontare i vecchi macchinari - continua Coceani - viene cambiata del tutto la produzione e bisogna sostituire il vecchio mulino. Sono arrivati anche tutti i nuovi macchinari, ma sono ancora imballati e bisogna montarli. Siamo in una situazione in cui non si può andare avanti, lo sviluppo della Casillo è bloccato. L’appuntamento per fare il punto è stato fissato appena agli inizi di marzo, ma considerata la situazione attuale credo sarà molto difficile rispettare le date fissate per il decollo a maggio-giugno, a meno che non si dia un’accelerata».

Nel mirino per l’ennesima volta Rfi che già a suo tempo aveva fatto dismettere il raccordo ferroviario, un tratto di oltre 7 chilometri che collegano l’area industriale Schiavetti Brancolo e la zona dove si trovano Casillo, Sbe, Nidec-Asi e Fincantieri, con la rete nazionale ferroviaria che parte dalla stazione di Ronchi. Una dismissione voluta da Rfi nonostante i milioni di euro pubblici investiti dalla Regione e dagli enti locali sul raccordo che è stato chiuso. Rete Ferroviaria fa ancora una volta orecchie da mercante e fa finta di non sentire.

«Manca l’ultimo pezzo di Ronchi - insiste il segretario Flai-Cgil - se non c’è quello la Casillo non decollerà. Farà trasporti solo su gomma e non riuscirà a incrementare il traffico di navi e di materia prima».

Una situazione che il Consorzio di sviluppo economico del monfalconese ha ben presente. E ha confermato che, come dagli accordi che erano seguiti ai vari incontri alla presenta di Rfi, per quanto riguarda lo stesso Consorzio e la Regione tutte le opere che servivano per riattivare il raccordo e d’intesa con la Casillo, sono state completate. È stato fatto lo sfalcio completo del tratto del raccordo con la pulizia dei binari e della sede del sedime ferroviario, con opere per oltre un milione 200 mila euro.

La Regione ha anche garantito la copertura dei lavori globali (circa tre milioni) stanziando due milioni e 204 mila e 700 euro con la possibilità di integrazioni per circa altri 500 mila euro.

La Casillo stessa ha già speso oltre 100 mila euro mentre su un altro fronte sono stati stanziati due milioni per lavori che assieme ad altri sei porteranno a 8 milioni l’investimento totale a parte dell’azienda. Mancano all’appello

solo i lavori di Rfi che dopo le ultime riunioni del 2017 si è completamente defilata, non ci sono notizie e da quanto si è saputo lo stesso Consorzio, che ha la delega dalla Casillo sul fronte del raccordo, si attiverà per ottenere risposte.

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