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La rivolta in tribunale dei precari della giustizia di Trieste

Decine di processi a rischio per lo sciopero di giudici di pace e magistrati onorari. «Paghe ridicole e zero diritti. Eppure svolgiamo lo stesso lavoro di chi è in ruolo»

TRIESTE Si chiamano giudici onorari, sostituiscono e affiancano nei tribunali i magistrati di ruolo, ma non è mai stata loro riconosciuta una reale posizione lavorativa. Sono i “ precari della giustizia”, rimasti tali nonostante la riforma del ministro Orlando attuata nell’agosto dell'anno scorso. Da lavoratori a cottimo sono diventati lavoratori part-time senza alcuna stabilizzazione. Sono circa cinquemila in tutta Italia, una ventina a Trieste. Per questo stanno scioperando da quasi un anno, a mesi alterni od ogni 45 giorni. L’ultima protesta si è conclusa il 4 febbraio, ma fra qualche settimana si ricomincia. Sono state sospese così migliaia e migliaia di processi a livello nazionale. Anche nel capoluogo giuliano hanno incrociato le braccia per ben sei volte in un anno provocando disagi.



Ma che cosa fanno di preciso e chi sono questi giudici? A prevederne l’esistenza è la stessa Costituzione, che parla di got, che sta per giudici onorari di tribunale, e vpo, vice procuratori onorari. Figure che sostituiscono in pratica molte delle mansioni che non riescono a svolgere i magistrati di ruolo. E poi ci sono i gdp, giudici di pace, che sono sempre precari ma hanno un ruolo autonomo. Queste tre categorie rappresentano il 50% del tribunale e nel capoluogo giuliano svolgono la metà del lavoro. Per esercitare queste funzioni è necessario superare un concorso a titoli, al quale segue una nomina del Csm. La figura del got nasce nel 1998, istituita dal decreto legislativo 51/1998, con una funzione meramente suppletiva dei giudici di tribunale, in caso di loro temporaneo e occasionale impedimento. La durata era prevista in ordine limitata a due mandati triennali, non ulteriormente prorogabili. I giudici di pace invece sono stati istituiti nel 1991, divenuti operativi nel 1995. L’obiettivo era sostituire la magistratura di prima istanza, fino ad allora portata avanti dal pretore, figura abolita nel '98.

L'inaugurazione dell'anno giudiziario...
L'inaugurazione dell'anno giudiziario 2018 (foto Silvano)


Oggi questi giudici hanno un ufficio, svolgono costante attività giurisdizionale, spesso in cause complesse. I got nell’ambito civile in particolare hanno compiti del tutto analoghi ai magistrati ordinari (che con la riforma sono aumentati), e sono esclusi dalla trattazione solo di alcune nicchie specialistiche nel diritto civile come il diritto della famiglia. Mentre i got del campo del diritto penale e vpo, che fanno le veci dei sostituti procuratori, non hanno competenza in alcuni casi di reato così come nel settore della convalida e delle misure cautelari. Si occupano invece di sfratti, esecuzioni immobiliari, prove delegate da altri tribunali, rogatorie internazionali. Ma sono anche i famosi giudici tutelari per la nomina di amministratori di sostegno.

«Svolgiamo tanto lavoro e anche quello che qualcuno non vuole fare - spiegano i rappresentanti del capoluogo giuliano della Federazione magistrati onorari di tribunale (Feder.Mot) -, anche in materie di poca rilevanza ma che in realtà hanno una forte incidenza».

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Per i got gran parte del lavoro si sviluppa fuori dalle aule, tra le case di riposo e nei centri di accoglienza. Sono loro poi a mandare avanti tutta l’area dedicata alle udienze composte da un solo giudice (monocratico). Spendono poi le loro giornate a completare gli organi collegiali del settore penale, quando manca un componente. Rimangono in tribunale ore e ore senza vedere un centesimo in più. Solo che «mentre il magistrato ordinario ha uno stipendio fisso di circa 6 mila-7 mila euro al mese, con tutte le tutele previdenziali, assistenziali e pensionistiche e senza contare gli straordinari, i premi produzione eccetera, i giudici onorari non godono di nulla tutto ciò». I vpo e i got guadagnano 98 euro lordi in una giornata in cui svolgono più udienze (che possono essere raddoppiati nel caso di superamento delle cinque ore di udienza), portandosi a casa una retribuzione variabile che oscilla tra i 900 e i 1.500 euro.

Differente l’aspetto per i Giudici di pace, presenti in quattro in un palazzo distaccato da Foro Ulpiano, che invece hanno una retribuzione più elevata.

Con la riforma, i vpo e i got lavorano attraverso il part-time al massimo due volte alla settimana per 700 euro al mese. Una modifica che va a incidere non solo sul conto bancario, ma anche sul lavoro generale di un tribunale che vedrebbe rallentare i provvedimenti di mesi e mesi. «La riforma ha modificato in peggio la nostra condizione economica - ha concluso Feder.Mot, ha disatteso ogni richiesta legittima di una retribuzione di malattie, maternità e ferie pagate».


 

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