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In aeroporto cento voli al mese L’hangar è tornato a riempirsi

Nuova vita per lo scalo di via Trieste dopo il passaggio di competenze da Enac alla Consortile Il presidente Medeot: «Aperti due bandi per l’affidamento, in sub-concessione, di tutti gli stabili»

Cento voli al mese. L’hangar Gleiwitz che si sta lentamente ripopolando («Al suo interno ci sono, attualmente, cinque aeroplani»). Il via libera a due attesissimi avvisi pubblici finalizzati all’individuazione di associazioni e di operatori economici per l’affidamento, in sub-concessione, di alcuni stabili dell’aeroporto di Gorizia.

Qualcosa si sta muovendo all’interno dell’aviosuperficie “Duca d’Aosta”, destinata a diventare (secondo le intenzioni e le speranze dell’amministrazione comunale e della città intera) il nuovo Polo aeronautico di Gorizia, capace di creare nuove opportunità e posti di lavoro.

A fare il punto il presidente della società consortile Ariano Medeot. Che illustra le novità sul piatto, anzi in pista.

Aerei di proprietà

di imprenditori

«L’attività aeronautica sta andando avanti positivamente - esordisce -. Registriamo in media un centinaio di voli al mese. La maggior parte, in questo periodo non estivo, vengono effettuati dalla “Pipistrel”, l’azienda slovena che utilizza la pista per il collaudo dei velivoli Panthera». Ma c’è anche un’altra (gradita) novità. Nel momento del passaggio di competenze fra l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) e la società consortile si registrò, come si ricorderà, un vero e proprio “fuggi fuggi” di aerei ospitati all’interno dell’hangar Gleiwitz. Oggi, si sta assistendo al lento ritorno degli aeroplani.

«Ce ne sono cinque oggi hangarati. E sono di proprietà di imprenditori - spiega Ariano Medeot - che li utilizzano per i loro viaggi di lavoro. Considerati i problemi di traffico della nostra rete autostradale, utilizzano l’aereo per raggiungere più velocemente e agevolmente le loro mete. In questo periodo, ma è assolutamente un dato fisiologico, segnano un po’ il passo i voli turistici che riprenderanno con l’arrivo dell’estate».

Peraltro, dato non secondario viste le recenti polemiche, è la società consortile oggi ad assicurare il servizio anti-incendio, conditio sine qua non per la piena operatività dello scalo.

I due bandi

pubblici

L’altra novità è costituita dai bandi, che sono consultabili sul sito web dell’aeroporto e che scadono alle 12 del 15 febbraio prossimo. Il primo è aperto alle associazioni sportive e culturali interessate alla “sub-concessione” dei locali dell’aeroporto, secondo quanto previsto dall’articolo 10 del regolamento Enac “Affidamento aeroporti demaniali per l’aviazione generale”. «Gli operatori - spiega Medeot - potranno essere associazioni dilettantistiche e enti, senza fine di lucro, che svolgono attività nel settore aeronautico, anche culturali».

I locali da affidare sono l’autorimessa numero 3 “Palazzina Anpdi”, parte del fabbricato numero 4 “Palazzina A.A.A.”, l’ex parcheggio privati, il manufatto numero 47 “Ex sede aeromodellisti”.

In parallelo, è partita anche la manifestazione di interesse per individuare gli operatori economici a cui affidare altre strutture presenti nell’area aeroportuale di via Trieste. Nello specifico, in “palio” ci sono l’Officina numero 6, l’aviorimessa conosciuta anche e soprattutto come hangar Gleiwitz, il Magazzino Msa (solo per la parte ancora disponibile), l’ex alloggio di servizio numero 26 del complesso degli appartamenti che erano destinati ai sottoufficiali, l’ex ufficio demanio, l’ex cinema. Tutti nello stato conservativo in cui si trovano.

In sostanza, alla Consortile resterebbe solamente la palazzina d’ingresso (quella che ospita la vecchia torre di controllo). «È la struttura che costituisce un po’ il biglietto da visita dello scalo. La rimetteremo in sesto e realizzeremo, dove una volta sorgeva il bar, un ristorante anche di un certo livello. Inoltre, lì avrà sede la Consortile che è diventata ente gestore dell’aeroporto», scandisce Ariano Medeot. Che aggiunge: «Anche se all’apparenza sembra tutto fermo all’aeroporto “Duca d’Aosta”, il lavoro è tanto sotto il profilo tecnico e burocratico per arrivare alla realizzazione dei progetti. Sono arrivati fondi importanti dalla Camera di commercio e siamo determinati - argomenta Medeot - a far diventare lo scalo una risorsa economica importante per la città».

Il presidente della Consortile è molto ottimista riguardo l’esito dei due bandi. «Ci sono stati già dei sondaggi e questo ci fa essere fiduciosi per le manifestazioni di interesse», conclude.

Aeroporto

internazionale

Il “Duca d’Aosta” sta diventando sempre più internazionale. Sono atterrati piloti inglesi e francesi. Episodi, certo, ma che fanno il paio con l’atterraggio di qualche tempo fa di Joe Bastianich: significa che il “Duca d’Aosta” sta entrando prepotentemente nei quadranti delle rotte turistiche. «Come ho già affermato, siamo attorno ai cento atterraggi al mese nell’area dello scalo goriziano. Va ribadito che molti di questi sono legati all’attività della “Pipistrel” che utilizza, come previsto, l’aviosuperficie per i collaudi. In ogni caso, è un ottimo risultato. Siamo partiti in punta di piedi, senza fare troppo rumore ma il passaparola sta funzionando. Ormai si è diffusa

la voce che l’aeroporto è aperto e funziona. Siamo decisamente sulla buona strada». Un po’ di ottimismo in una città che tende a sottolineare quasi sempre (se non sempre) gli insuccessi, lasciandosi andare a piagnistei che non portano da nessuna parte.

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