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Giù le recinzioni, centro libero dopo 4 anni

Cantiere sgomberato a sorpresa in via Sant’Ambrogio. L’ultimo “schermo” davanti al Municipio sarà tolto entro un mese

Il Carnevale potrà riprendersi Martedì grasso l’area attorno al municipio. A sorpresa, ieri mattina, è scomparsa la recinzione di cantiere sul lato di via Sant’Ambrogio e via del Comune, sul retro del palazzo. L’operazione di sgombero si è fermata, però, lì. Lo spazio antistante la loggia di ingresso rimarrà invece serrato dai pannelli che dal 2014 delimitano l’area dei lavori di messa in sicurezza e restauro dell’edificio. Nemmeno quest’anno Sior Anzoleto tornerà a fustigare vizi e virtù della casta monfalconese, a mettere alla berlina le “specificità” della vita cittadina, dal balcone del municipio. Per il quinto anno consecutivo la lettura del Testamento, frutto dell’opera di più autori, secondo quanto lascia trapelare Carlo Blasini, cioé il Notaio Toio Gratariol, avverrà dal palco allestito in piazza della Repubblica, dove sta prendendo forma il tendone in cui la Pro Loco proporrà fino a Carnevale una serie di eventi.

Il sindaco Anna Cisint ha tentato fino all’ultimo di “convincere” i tecnici comunali e quelli dell’impresa esecutrice dell’intervento a eliminare del tutto le recinzioni del cantiere di lavoro. Senza riuscirci. «Sul fronte del municipio si trovano ancora degli allacciamenti provvisori – spiega Cisint – e proprio in questi giorni si stanno effettuando i collaudi agli impianti elettrici. Di fatto smontare quella parte del cantiere è ancora impossibile, anche per motivi di sicurezza, e lo sarà per altri trenta giorni, secondo quanto spiegato anche dal progettista e coordinatore dei lavori, l’ingegner Edino Valcovich».

Se Carnevale non fosse stato così “basso”, come lo sarà la Pasqua, che quest’anno cade l’1 aprile, lo smantellamento del cantiere sarebbe stato completo. «Bastava solo qualche giorno in più», dice sinceramente dispiaciuta il sindaco, che ci teneva a riportare Sior Anzoleto, la sua sposa e il Notaio Toio Gratariol sul balcone del municipio dopo quattro anni di esilio ai piedi, o quasi, del “palazzo”. Monfalcone martedì grasso però potrà in ogni caso godere di spazi più ampi a ridosso della piazza, quelli appunto liberati in via Sant’Ambrogio e nella strada alle spalle del municipio. Nella seconda metà di marzo sarà restituita alla città anche la porzione di piazza della Repubblica e di piazza Unità ancora occupata dal cantiere.

Il trasloco degli uffici del sindaco e della giunta, segretario generale, ufficio di Gabinetto, Urp e Relazioni internazionali dal palazzetto veneto al municipio rimane confermato per Pasqua. Il municipio rischia di riaprire però orfano del caffé al piano terra, nonostante lo spazio sia ormai ultimato e attenda solo l’allestimento finale. In piedi c’è un contenzioso, questa volta al Tribunale civile di Gorizia, con l’ultimo gestore, cui il Comune a giugno del 2012 aveva ordinato lo sgombero del locale per motivi di sicurezza e incolumità pubblica, viste le sempre più precarie condizioni statiche dell’edificio, vuoto già dal 2009 di tutti gli uffici dell’ente.

L’ultimo gestore sostiene che il contratto in essere al momento dello sgombero debba considerarsi solo sospeso e quindi di avere il diritto di tornare a condurre il locale per il periodo mancante alla naturale conclusione del contratto stesso (pare un anno). «Per noi il contratto è da considerarsi invece annullato», afferma il sindaco, fiduciosa sull’esito favorevole al Comune del contenzioso, che, di fatto, ha bloccato il bando per l’individuazione di un nuovo gestore del caffé affacciato sugli scavi archeologici al piano terra del municipio. Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha già dato ragione al Comune sulla legittimità dell’ordinanza di sgombero, dopo aver respinto nel 2012 la richiesta di sospensiva della stessa.

All’interno del palazzo gli operai stanno intanto lavorando alle finiture. Il restauro dello scalone che porta al primo piano è già stato ultimato, come pure sono stati installati i punti luce

che lo circondano, arredando l’atrio, il cui recupero è avvenuto all’insegna di un’attenta pulizia formale. Gli impianti meccanici, come il nuovo ascensore, sono funzionanti. Insomma, dopo quattro anni, il nuovo municipio è davvero vicino al debutto.

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