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Verso il voto

Illy si smarca dal Pd "Sono indipendente"

L’ex governatore apre la campagna da senatore indipendente. «Ci sarà da pedalare. Chi mi vuole convinca parenti e amici»

TRIESTE. «Riccardo Illy, senatore indipendente». Recitava così l’invito alla presentazione della candidatura dell’ex sindaco, ex parlamentare ed ex presidente della Regione, in corsa all’uninominale del Senato di Trieste, Gorizia e Tarvisio. Illy si sente infatti inserito nel centrosinistra, ma si percepisce come un battitore libero: lo dicono la mancata partecipazione alla conferenza con cui il Pd ha avviato da Udine la campagna elettorale e il suo materiale elettorale, finora “depurato” dal simbolo dei democratici.

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Il carattere. L’ostentata distanza dai partiti. La consapevolezza che legarsi troppo ai dem può essere controproducente per il consenso. La strategia di pescare voti al centro e fra i delusi. L’intenzione di lasciarsi spazi d’azione per giocare un ruolo di primo piano nella stagione delle larghe intese che si prospetta dopo il 4 marzo. Tutto questo porta Illy a parlare di «campagna elettorale condotta in solitario, da indipendente» e di «mio piccolo programma personale di crescita e sviluppo». Lo ha chiamato “Evoluzione condivisa”: sette punti per il Friuli Venezia Giulia e altrettanti per l’Italia, nella convinzione che servano figure capaci di far dialogare la politica con l’opinione pubblica e il mondo produttivo. «C’è troppa distanza», spiega il candidato, secondo cui «cittadini e imprese hanno impressione che la politica non li capisca e così negano i buoni risultati raggiunti da questa. La situazione è invece migliorata per dinamiche globali, ma anche grazie alle riforme».

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Libero dal «vincolo etico» che si era dato in attesa del giudizio della Corte dei conti su un caso di danno erariale, Illy dice di aver accettato la proposta del Pd: «Cercavano qualcuno che avesse qualcosa da dire a un collegio che va da Trieste a Tarvisio. Io sono stato – scherza – maestro di sci, istruttore di vela e gestisco un’azienda vitivinicola». L’ex presidente ricorda di non aver voluto il paracadute di un posto blindato nel listino proporzionale: «Se i cittadini mi daranno fiducia, svolgerò il mio ruolo di senatore. Altrimenti continuerò a fare l’imprenditore». Ma che si tratti di battaglia dura, lo sa bene: «Il centrodestra parte in vantaggio di alcuni punti, ma nel 1993 i partiti che mi supportavano avevano il 25% e io ce la feci col 52%. Ci sarà da pedalare, come sullo Zoncolan. Chi mi vuole convinca amici e parenti», dice, dando appuntamento alla cittadinanza per un incontro pubblico fissato giovedì alle 16 da Eataly.

Di seguito la mappa dei collegi uninominali per la Camera in Fvg



Illy non promette sogni: «Metterò le persone di fronte alla realtà, senza nascondere i problemi per prendere qualche voto in più». Intento subito praticato sul tema dell’immigrazione: «Possiamo parlare di emergenza per fare demagogia, ma la Germania cresce più di noi anche grazie agli immigrati: abbiamo bisogno di immigrati e dobbiamo cercare quelli che ci servono, in termini di istruzione e preparazione professionale. Minniti ha affrontato bene il problema e gli sbarchi sono dimezzati».

La priorità per l’Italia è fissata nella crescita e nell’aumento dell’occupazione, partendo dall’esempio del Portogallo: «Stavano peggio di noi e oggi hanno una disoccupazione più bassa, hanno ridotto il debito e rispettano i parametri europei. Possiamo farlo anche noi». Dopo la dichiarazione d’amore dei giorni scorsi per la riforma Fornero («la migliore del mondo»), l’aspirante senatore aggiusta il tiro e parla di «flex retreat»: possibilità di andare in quiescenza prima rinunciando a una parte della pensione oppure dopo i 67 anni prendendo i contributi eccedenti in busta paga.

Di seguito la mappa dei collegi uninominali per il Senato in Fvg

E poi la semplificazione amministrativa, con «l’impegno ad abrogare dieci leggi per ogni nuova norma votata e a varare dieci testi unici senza passaggio parlamentare grazie allo strumento della legge delega». Non mancano sottolineature su digitalizzazione, produzione esclusiva di energia da fonti rinnovabili in tempi brevi e creazione di una Confederazione europea di Stati sovrani capace di giocare una comune politica estera e di difesa. Illy propone infine «un approccio olistico alla salute, che inserisca nei prontuari anche i metodi che funzionano nell’omeopatia e nella medicina alternativa».

Per il Fvg le ricette illyiane prevedono invece un aumento delle competenze regionali su educazione, beni culturali ed energia, ma anche incremento dell’istruzione e della ricerca, oltre che manutenzione degli edifici scolastici e vendita dei beni pubblici dismessi. Forte l’accento sul rafforzamento delle infrastrutture ferroviarie, con particolare riferimento alla Trieste-Capodistria e all’alta velocità Trieste-Lubiana-Budapest, da finanziare con fondi Ue grazie all’emissione di appositi eurobond. Perché la convinzione è che «il Fvg sia una piattaforma logistica fondamentale al servizio dell’Europa centrale».

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi


Se verrà eletto al Senato, Illy dovrà indossare l’odiata cravatta per entrare in aula: «Ne ho una vasta collezione e mi attrezzerò», scherza. La prima, gli ricorda la moglie Rossana Bettini, gli fu regalata da Silvio Berlusconi: «Pensava potessi finire dalla sua parte, ma le cose andarono diversamente».

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