Quotidiani locali

«I guai di Fossalon? Paghiamo colpe altrui»

Il sindaco di Grado Raugna chiama in causa la Regione e il suo predecessore Maricchio sui nodi dell’ambulatorio e della posta

GRADO. L’attuale gestione comunale di Grado ha sempre avuto «un occhio di riguardo» per Fossalon, e vi ha creato anzi «nuovi servizi», mentre «le carenze denunciate» nella frazione sono principalmente figlie di scelte «della Regione» o eredità «delle precedenti amministrazioni». È la sintesi della dettagliata replica del sindaco Dario Raugna alla lettera di lamentele dei residenti della frazione fatta arrivare in Municipio dal loro portavoce Sergio Ardessi, artefice di un’iniziativa che ha trovato d’accordo buona parte della comunità di Fossalon, dove in tanti si sentono «cittadini di serie B», ma che si è imbattuta anche in qualche distinguo. Del resto, qualsiasi cosa si dica o si faccia non troverà mai l’unanimità dei consensi. E, ora che ci troviamo in piena campagna elettorale, questo vale ancor di più.

«Ormai attaccare i sindaci per questioni che esulano dalle loro competenze – afferma Raugna – è diventato uno sport nazionale, anche quando gli stessi si prodigano per risolvere i problemi». Ed ecco il primo argomento preso in esame, nella sua risposta, dal sindaco: la riforma sanitaria, che «non è un’invenzione dei sindaci». Ciononostante, insiste Raugna, anche se la materia esula dalle dirette competenze comunali, «su Fossalon c’è sempre stata e continua a esserci la massima attenzione». Prova ne sia, ricorda il primo cittadino, che sin dal primo giorno di entrata in vigore della riforma regionale, che di fatto «ha sguarnito i presidi ambulatoriali periferici», «il Comune si è mosso per garantire a Fossalon e Boscat un adeguato servizio». «Inizialmente – precisa Raugna – ci venne chiesto dal dottor Cavallini, responsabile del Dipartimento di prevenzione, di provvedere con fondi comunali all’attivazione di un servizio wi-fi e alla ritinteggiatura dei locali ambulatoriali. Per contro ci venne garantita la copertura con un medico di base per almeno tre giorni la settimana». Ma, alla fine, «il Comune fece quanto promesso, l’Azienda sanitaria no», rammenta ancora Raugna, che, successivamente, riferisce, fu «contattato dal responsabile dei medici di base, il dottor Catalano», il quale gli disse che il dottor Cavallini «non aveva nessun titolo per trattare con l’amministrazione locale in quanto i medici di base avevano sottoscritto un accordo con la Regione che non intendevano modificare».

Da lì, allora, insiste Raugna, ecco che è nata «una lunga trattativa del Comune direttamente con l’assessore regionale alla Sanità Telesca, di cui è a conoscenza anche il Comitato per la salvaguardia della sanità gradese». «Solo dopo un anno, dopo i continui solleciti del Comune – è sempre Raugna a dirlo – e una serie di scuse accampate dall’Azienda sanitaria, venne assicurata la copertura parziale dell’ambulatorio di Fossalon attraverso l’infermiere di comunità», con il dottor Catalano che «avrebbe continuato a garantire la sua presenza il lunedì e un altro giorno della settimana previo appuntamento». «Non bastasse tutto questo – afferma il sindaco – sempre con fondi comunali abbiamo attivato un servizio di trasporto da Fossalon verso il Cap di Grado in modo da coprire anche il venerdì, ovvero il giorno in cui nell’ambulatorio non ci sono medici né infermieri».

A questo punto Raugna si rivolge ad Ardessi precisando di averlo già informato di tutto: «Il signor Ardessi sa anche che la chiusura dell’ufficio postale deriva dal mancato ricorso al Tar, entro i termini di legge, da parte di chi mi ha preceduto (l’ex sindaco Edoardo Maricchio, ndr). Gli enti locali che fecero a suo tempo ricorso ottennero la riapertura degli uffici. Nessuna responsabilità è quindi imputabile all’attuale amministrazione». Il sindaco mette in luce inoltre che il Comune «si è adoperato anche su altri fronti, riattivando opere

pubbliche in stretta collaborazione con Cia, Coldiretti e Consorzio di bonifica», come «il potenziamento dell’idrovora Vittoria per Fossalon e la Ca’Viola per Boscat e il consolidamento degli argini». Opere che «erano ferme da tempo».

@anboemo . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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