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Alberto di Monaco a Trieste ma “pernotta” a Portorose

Visita del Principe il 7 luglio per una partita e la posa della targa della via Alpina. L’assessore Bucci: «Troppo caro Portopiccolo. Spero di evitare questa figuraccia»

TRIESTE Portopiccolo, che aspira ad essere la piccola Montecarlo dell’Adriatico, si lascia scappare sotto il naso il principe monegasco. Alberto II di Monaco (Albert Alexandre Louis Pierre Grimaldi il nome completo) sarà a Trieste il 7 luglio prossimo per una partita del cuore della nazionale di calcio di Montecarlo e per la posa di una targa al termine della via Alpina. Solo che sua maestà rischia di dover dormire in Slovenia, all’Hotel Kempiski di Portorose, oltre ad assistere dagli spalti ...

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TRIESTE Portopiccolo, che aspira ad essere la piccola Montecarlo dell’Adriatico, si lascia scappare sotto il naso il principe monegasco. Alberto II di Monaco (Albert Alexandre Louis Pierre Grimaldi il nome completo) sarà a Trieste il 7 luglio prossimo per una partita del cuore della nazionale di calcio di Montecarlo e per la posa di una targa al termine della via Alpina. Solo che sua maestà rischia di dover dormire in Slovenia, all’Hotel Kempiski di Portorose, oltre ad assistere dagli spalti dello stadio di Capodistria all’esibizione dei calciatori del Principato. Il motivo? Questione di prezzi. Alberto II è un principe, non un nababbo. “Essere qui è splendido” recita lo slogan di Portopiccolo che vanta un resort a cinque stelle. Solo che pare costare troppo. L’offerta per 25 camere da parte del resort del marina di Sistiana è stata ritenuta esagerata dagli emissari monegaschi che hanno opzionato le stanze al Kempiski a un prezzo più vantaggioso. Il prezzo offerto da Portopiccolo risultava, tra l’altro, molto superiore alle tariffe reperibili online.



E così, venuto a sapere del fattaccio, è sceso in campo direttamente l’assessore esteta al Turismo Maurizio Bucci per tentare di mettere una pezza. «Per fortuna non hanno ancora chiuso con la Slovenia. E gli sloveni sono veloci come fulmini in queste cose. E così si riapre tutta la partita (anche dal punto di vista sportivo, ndr). Se fossi stato in Portopiccolo avrei dato gratis la suite al principe. Quando gli ricapita una promozione del genere, visto che devono ancora vendere delle abitazioni. Possono fare la foto e metterla nella hall. Hanno sottovalutato l’occasione sparando dei prezzi esorbitanti. Visto che si spacciano per una piccola Montecarlo avrebbero dovuto fari ponti d’oro a un’occasione del genere», spiega l’assessore che non vuole lasciarsi sfuggire la principesca opportunità. «Ho già parlato con i colleghi Giorgio Rossi ed Elisa Lodi per mettere a disposizione il Grezar per la partita del cuore della nazionale del Principato. Sarebbe la prima partita di calcio giocata nello stadio appena ristrutturato. Un’iniziativa benefica. Eppoi abbiamo già pronta la targa per la via Alpina da mettere in piazza Unità all’angolo di Palazzo Modello. C’è già una colonna in corten da riutilizzare. Abbiamo già predisposto i documenti», spiega Bucci.

Non si conosce ancora la squadra che verrà schierata contro l’undici di Montecarlo. L’assessore non esclude che possa trattarsi dell’Unione. La targa commemorativa in piazza Unità, invece, sarebbe il corrispettivo di quella inaugurata nel 2002 dal Principe Alberto sulla Place du Palais di Monaco. Una targa della via Alpina in realtà esiste già: è stata posizionata il 24 luglio 2014 all’Obelisco da parte del sindaco precedente Roberto Cosolini alla presenza dell’ambasciatore del Principato di Monaco a Roma, Robert Fillon, e del console onorario di Trieste Gesualdo Pianciamore. Ma non fa parte dell’itinerario che collega direttamente Trieste a Monaco. «Solo che è troppo periferico. Ed è una targa modesta. Non bella come quella che c’è a Montecarlo», aggiunge l’assessore che mette sul piatto piazza Unità d’Italia a fare da contrappunto a Place du Palace di Monaco per segnare la fine e l’inizio della via Alpina. Attualmente l’itinerario rosso parte da piazza Marconi a Muggia. «È una questione di immagine. Il Principato non sa dov’è Muggia», aggiunge Bucci.

La via Alpina fu lanciata nel 2002 in occasione dell’anno internazionale della montagna con la sentita adesione di Ranieri III di Monaco. Si compone di 5 itinerari internazionali, attraverso 8 Paesi, 342 tappe e più di 5mila chilometri di escursioni tra 0 e 3000 metri di altitudine. L’itinerario rosso collega l’insieme degli otto Paesi alpini, attraversa più volte la catena principale delle Alpi per unire Trieste a Montecarlo, passando per la Baviera e il Liechtenstein. «Un percorso coraggioso. Non so davvero chi voglia farlo a piedi. Ma mi dicono che c’è gente che non vede l’ora di mettersi in cammino», aggiunge Bucci. La cosa da evitare è quella di costringere Alberto II a pernottare in Slovenia e a giocare la partita del cuore a Capodistria dopo aver inaugurato la targa in piazza Unità d’Italia. Uno smacco transfrontaliero. «Mi sono già messo in contatto con i responsabili marketing di Portopiccolo che si sono attivati per rimediare alla tremenda gaffe internazionale. Alberto II vuole venire per la partita del 7 luglio. Non possiamo lasciarci scappare un principe. Sarebbe un peccato reale».