Quotidiani locali

Nives, la barbiera alla corte di Amadeus

La signora Jugovac, da Muggia, concorrente dei “Soliti ignoti” Tra auto private e selfie ecco il “dietro le quinte” della puntata

MUGGIA . «Che cosa fa Nives Jugovac a Muggia?». Se il concorrente della puntata dei “Soliti ignoti” andata in onda su Rai 1 il 19 gennaio avesse indovinato la risposta, avrebbe vinto 60mila euro. «Mi chiamo Nives, vengo da Muggia, Trieste, e ho sessant’anni. Non incrocio mai le posate a tavola per scaramanzia, per me conta molto la forma, tutte le mattine quando mi sveglio saluto il mio gatto Refolino». Sono questi gli unici indizi che il giocatore ha avuto, prima di affermare che Nives fa sciarpe a maglia oppure soffia il vetro. Non era vero e il mistero è stato sciolto solo da Amadeus. Il partecipante ha tuttavia portato a casa 20mila euro.

Nives oggi racconta il suo “dietro le quinte” e specifica, per chi non lo sapesse: «Sono una barbiera, per uomo. Vedevo tanti parrucchieri per signora, finché mi son detta: perché io, donna, non posso fare lo stesso?». È arrivata a Trieste nel 1975, all’età di 18 anni. «Sono nata a Umago, dove ho frequentato le scuole della minoranza di lingua italiana: ho seguito il mio futuro ex marito a Trieste perché lui non conosceva il croato e quindi l’integrazione sarebbe stata più facile per me. Ho aperto bottega a Rozzol Melara, quando le prime chiavi venivano consegnate e tutto mancava. Per prima fu costruita una sala parrocchiale ma non c’erano i supermercati. Nel quartiere, spesso denigrato ingiustamente, mi sono sempre trovata benissimo e ancora oggi c’è qualche cliente affezionato che viene a tagliarsi barba e capelli da me, nonostante mi sia trasferita a Muggia vent’anni fa».

Ed è qui che, un paio di mesi fa, Nives ha ricevuto la chiamata. «Era una giornataccia della seconda metà di novembre: dovevo chiudere il negozio, passare per casa, mangiare un boccone, farmi la doccia e correre da un’altra parte – continua –. Al che mi ha telefonato la Rai, per cui avevo fatto un provino, chiedendomi di partecipare alla puntata del 24 novembre. Ho risposto che ero impegnata e che potevano contattarmi dopo le feste. Così è stato: il 17 gennaio mi sono alzata presto, sono andata a Ronchi e ho preso un volo per Roma, dove ad aspettarmi c’era l’autista che mi ha poi portata agli studi di registrazione».

Durante le prove succede di tutto: «Si chiacchiera con produttori e registi, si impara come comportarsi durante le pause pubblicitarie o musicali. Il pranzo è stato recapitato da qualche gastronomia direttamente in redazione. Nel pomeriggio trucco e parrucco con le costumiste. Solo verso sera la registrazione. Vengono sequestrati i cellulari, affinché nessuno “bruci” la puntata: niente selfie. Uno della produzione mi ha scattato una foto con Paola Perego, simpaticissima, purtroppo però l’immagine è rimasta nel suo telefono – conclude –. Molto simpatico anche Amadeus, che però quella sera era stanco, si vedeva. Prima di entrare in studio si passa dal notaio e si registra il valore della scheda, nel mio caso 60mila euro, che poi si consegna al conduttore. “Bon datemeli subito che vado a casa”, ho detto per scherzare. In realtà non erano per me. Davanti alle telecamere si percepisce un po’ di tensione: non bisogna lasciar trasparire alcuna emozione, nemmeno ridere, per non rischiare di fornire involontariamente dei suggerimenti a chi deve indovinare. Alla fine l’autista mi ha riportata in albergo, dove era offerta anche la cena, e il mattino seguente

è tornato a prendermi. La receptionist mi ha chiamata: “Signora, il suo autista l’aspetta fuori”. Mi veniva da ridere: le persone comuni non sono abituate a trattamenti da regina. Ma mi sono divertita e nel complesso è stata una bella esperienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori