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Duino Aurisina e Romans trionfano alla sfilata

Tra i carri si impone San Pelagio. La Banda del Quaiat sbanca tra i gruppi  Pit-stop fuori programma per Treppo Carnico. Prossimo appuntamento giovedì

Tra i carri, ha trionfato “Co il gatto no se i topi i balla” di San Pelagio, Duino Aurisina. Secondo posto per “Tornemo alle spade” di Medeazza. Terzo per “I vampiri del Sabotino-Poco sangue e tanto vino”. Tra i gruppi, invece, l’ha spuntata la Banda del Quaiat di Romans con “I popoli del Sol-levante”. In seconda posizione “I nani e il pozzo magico” di Opacchiasella (Slovenia). In terza “Paella party” di Marcottini. Ciò per decisione della giuria formata dall’assessore comunale ai Grandi eventi Arianna Bellan, da Roberto Donda del Centro tradizioni San Rocco, da Dario Bolzan della Pro Loco di Romans, nonché da Aldo Stefanich e Renzo Vidut, entrambi della Pro Loco di Ronchi. Ma, al di là dei vincitori (e dei vinti), c’era un interrogativo che circondava la sfilata di ieri, un interrogativo, peraltro, che si ripropone di anno in anno e che ieri è stato fugato con la partenza del corteo, avvenuta nel primo pomeriggio: suscita ancora interesse il Carnevale? È sufficiente il suo (antico) fascino per spingere i curiosi, gli appassionati, fuori di casa? È sembrato proprio di sì. Nonostante che la giornata potesse suggerire un ampio ventaglio di alternative, a cominciare dalle gite fuori porta per arrivare naturalmente ai centri commerciali, in molti hanno infatti scelto di sorbirsi un po’ di (sopportabile) freddo e qualche sparuto, lieve, refolo di vento per prender d’assalto i punti nevralgici della sfilata, ossia i marciapiedi del corso, di via Oberdan, di via Boccaccio e di altre strade cittadine colorate di coriandoli e stelle filanti, ma, soprattutto, di maschere. Più di qualcuno, infatti, ha abbandonato gli abiti di ogni giorno così assecondando lo spirito del Carnevale e godendo al meglio della sua atmosfera; più di qualcuno, anche con sciarpa e berretto, si è appostato per un tempo più o meno lungo in questo o quell’incrocio per meglio vedere il passaggio del corteo o, armato di macchina fotografica o smart-phone, per meglio immortalare questo o quel momento. In fin dei conti, un altro Carnevale mica arriverà domani… E poi, certi carri allegorici, certi gruppi, certe maschere le foto le meritavano davvero, e anche le musiche, nel complesso, si lasciavano apprezzare tra un po’ di Zucchero, un “Cielito lindo”, una “Danza della spade” e altre migliaia di note. Assai prevedibile, quindi, la scelta di qualche bar di tenere aperto offrendo un po’ di ristoro magari con punch e vin brulé. Perché, nell’arco del pomeriggio, il freddo, comunque, non poteva non farsi sentire e non è mancato chi ha scelto di ritmare la sfilata a suon di patatine fritte (ma si potevano anche trovare, ad esempio, frittelle calde e altri dolciumi come l’immancabile zucchero filato mentre alcuni, sfidando le basse temperature, hanno preferito il gelato). D’accordo, la massima affluenza è stata nel primo pomeriggio. In altre parole, non tutti hanno seguito il corteo dal primo all’ultimo momento (sarebbero state oltre tre ore), non tutti hanno aspettato la comunicazione dei vincitori, avvenuta poco dopo le 17.15 dal palco antistante i Giardini pubblici con, a far - per così dire - gli onori di casa, il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore Bellan mentre l’iniziativa è stata presentata da Paolo Perich e organizzata principalmente dalla Pro Loco di Gorizia in collaborazione con altre realtà.

Tutto è filato via liscio, senza alcun disordine e con una considerevole partecipazione di pubblico, di carri e di gruppi, connotati da un buon livello qualitativo. Per dare qualche numero, tra gruppi e carri c’erano una ventina di partecipanti: da Grado, Monfalcone, Selza, Gabria, Siacco di Povoletto, Staranzano, Prepotto. E l’elenco potrebbe continuare. L’unico intoppo accaduto, peraltro risolto, non ha certo guastato la festa: il carro di Treppo, “Luna d’Oriente”, per un problema a una ruota è stato costretto a sospendere il suo percorso, deviando in via Petrarca. Tuttavia, l’ha ripreso brillantemente dopo una riparazione rapida e ha potuto, così, terminare la sfilata. Nessuna paura: è stato solo il bello della diretta. Ed è stato, appunto, un Carnevale all’insegna del successo. Almeno per quanto riguarda la sfilata di ieri. Altri appuntamenti, infatti, non mancheranno, a cominciare da quello in programma giovedì, quando, alle 18, seguendo il percorso via Rastello, piazza Cavour e piazza Sant’Antonio, verrà celebrato il matrimonio di re Carnevale. Quindi, lunedì 12 alle 14.30 il raduno in via Garibaldi e la partenza di un’altra sfilata, quella dedicata ai bimbi. Infine, si sa, il Carnevale, o, meglio, il Re Carnevale, ha una fine… tragica: per mercoledì 14 è già fissato il suo funerale a cui seguirà la sua cremazione. In fondo, per dirla con Gabriel Garcia Márquez, la sua è una morte annunciata.

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