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L’Ue fa dirottare i fondi “turchi” sull’ex Jugoslavia
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L’Ue fa dirottare i fondi “turchi” sull’ex Jugoslavia

I soldi già destinati all’ingresso di Ankara  previsti per investimenti nelle infrastrutture

BRUXELLES. La Commissione europea approverà martedì prossimo la “Nuova strategia per l’allargamento dell’Europa nei Balcani occidentali”. Dalle indiscrezioni uscite da palazzo Berlyamont, il percorso che Bruxelles disegna per i nuovi Stati che aspirano a diventare stelle dell’Ue è sostanzialmente quello che ha preso forma lo scorso 17 luglio nel Trieste Summit. Ci sono alcune novità riguardo la tempistica, mentre la Commissione stornerà fondi in precedenza destinati alla Turchia per riversarli sul “pacchetto” di investimenti da proporre nell’area balcanica. Una delle linee guida, infatti, è quella di avviare il maggior numero di opere viarie, ferroviarie e aeroportuali in grado di migliorare la comunicazione tra gli Stati che furono parte della defunta Jugoslavia e con l’Albania. Una “filosofia” questa che è stata ispirata dal cancelliere tedesco Angela Merkel in persona, la quale non ha al momento gettato nel cestino la sua idea di un’autostrada in grado di collegare Monaco di Baviera ad Atene transitando, come una sorta di spina dorsale, attraverso l’intera ex Jugoslavia.

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Infrastrutture, dunque, ma anche cooperazione economica e commerciale con una particolare fruizione del cosiddetto Fondo Juncker per incentivare gli investimenti, nonché un maggiore coinvolgimento degli Stati in via di adesione alla preparazione delle normative europee. La seconda fase della “Nuova strategia” scatterà nell’aprile di quest’anno. quando la Commissione Ue farà un po’ i conti relativamente al grado di avanzamento dei Paesi candidati all’adesione, fase che culminerà in un summit il 17 di maggio a Sofia, visto che la Bulgaria detiene la presidenza di turno dell’Ue.

Dicevamo della cronologia. In Europa ci sono due scuole di pensiero a proposito: la prima, con in prima fila Berlino, è contraria a fissare date in quanto queste creerebbero inutili aspettative; la seconda invece sostiene che proprio il fissare date precise costituirebbe nei Balcani un impulso a lavorare per l’adesione avendo di fronte un preciso traguardo temporale. L’unica data precisa, ed è una conferma, è costituita dal 2025 per l’adesione di Montenegro e Serbia. Serbia che entro il prossimo anno dovrebbe chiudere il contenzioso con il Kosovo con un accordo «giuridicamente inattaccabile» come “pretende” Bruxelles. Se Macedonia e Grecia dovessero accordarsi sul contenzioso del nome della prima già il prossimo anno Skopje, assieme all’Albania potrebbe iniziare le trattative per l’adesione, mentre la Bosnia-Erzegovina, sempre nel 2019 otterrebbe lo status di Paese ufficialmente candidato all’Ue.

Dopo l’estremamente imbarazzante, per Bruxelles, contenzioso ancora aperto sui confini tra Slovenia e Croazia un punto dirimente per entrare in Europa sarà quello di non avere dispute confinarie aperte con nessuno.
 

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