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In fila per vedere le icone russe E il Comune proroga la mostra

Palmanova: oltre 4.300 visitatori (500 nei fine settimana), provenienti anche da altre regioni italiane L’esposizione sarà visitabile fino al 25. Zanardi Landi (Fondazione Aquileia): segnali incoraggianti

PALMANOVA. Ben 4. 300 visitatori, provenienti per lo più dal Triveneto, ma anche da Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna hanno fatto tappa a Palmanova per visitare la mostra “L’Icona Russa e la Nuova Arte”. Nei fine settimana si sono registrati picchi di 500 persone giunte ad ammirare le icone provenienti dal Museo d’arte e di cultura russa Andrey Rublev e dal Museo Privato dell’Icona Russa. Non sono mancati inoltre pullman organizzati, comitive e scolaresche.

Vista l’ottima risposta di pubblico, il Comune di Palmanova e la Fondazione Aquileia, organizzatori della mostra, hanno deciso di prorogare l’esposizione fino a domenica 25 febbraio e già vi sono alcune prenotazioni per le prossime giornate di apertura. La Polveriera napoleonica di contrada Garzoni, con un suggestivo allestimento realizzato per l’occasione, sarà aperta tutti i giorni, ad eccezione del lunedì, dalle 12 alle 18. L’ingresso è libero. È soddisfatto il Comune per questi numeri.

«In successo – commenta la vicesindaco e assessore alla cultura di Palmanova, Adriana Danielis – che ha stupito positivamente anche noi. Per questo motivo abbiamo deciso di permettere, ancora per tre settimane, a chiunque lo desideri, di ammirare questi capolavori dell’arte sacra. Un mondo anche lontano da noi, ma culturalmente affine, che trova molti punti di contatto con la nostra tradizione».

Le icone esposte si collocano tra la fine del Seicento e la fine del Settecento. Si tratta di 36 raffinati lavori, opere di botteghe e laboratori molto noti (come il Palazzo dell’Armeria di Mosca) o provenienti dalle regioni del Volga, di Kargopol’, del bacino del fiume Kama, territori dove si svilupparono scuole e maniere iconografiche locali. Da ammirare inoltre, a testimonianza del fascino esercitato da questa disciplina anche tra gli artisti russi contemporanei, un lavoro di Vladimir Tatlin “Composizione con superfici trasparenti” (1916) e una scultura in ferro e acciaio “Madre di Dio Grande Panagia “di Dmitrij Gutov (2012).

Soddisfatto dell’esposizione organizzata nella città stellata, anche il presidente della Fondazione Aquileia. «Un segnale molto incoraggiante da parte del pubblico – sottolinea infatti Antonio Zanardi Landi – che ci stimola a lavorare ancora in questa direzione: costruire reti di relazioni con il territorio e allo stesso tempo tessere nuove occasioni di dialogo e interazione al di fuori dei nostri confini, consolidando l’antica vocazione di Aquileia di Porta

a Oriente dell’impero romano».

La mostra, curata dalla direttrice della sezione di studi e ricerche scientifiche del Museo Andrey Rublev, Lilija Evseeva, ha avuto una prima tappa a Roma, nella sede di Palazzo Braschi, e si presenta a Palmanova come seconda tappa in Italia.

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