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Alleanza Muggia-Slovenia per dire no al metanodotto

Ricorso anche della vicina repubblica contro l’ok ambientale al progetto Snam: «Conseguenze negative per la sicurezza e la salute del territorio e delle persone»

MUGGIA . La Slovenia sarà alleato del Comune di Muggia nel ricorso al Tar del Lazio contro il metanodotto. La notizia era già nell’aria, ma ora è diventata ufficiale. Il governo della vicina repubblica ha presentato ricorso davanti alla giustizia amministrativa italiana al fianco del Comune di Muggia, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Ancarano.

L’amministrazione comunale di Muggia si era già espressa lo scorso novembre contro il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ma anche contro la società Snam rete Gas spa e contro la società Gas Natural Rigassificazione Italia spa. Motivazione? La cittadina rivierasca chiede l’annullamento del decreto del ministero con il quale, di concerto con il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, è stata disposta la compatibilità ambientale del progetto del metanodotto “Trieste-Grado-Villesse” presentato dalla Snam. In particolare sono stati posti sotto la lente d’ingrandimento i pareri tecnici emessi negli anni dalla Commissione tecnica di valutazione dell’impatto ambientale, sulla base dei quali si è espresso il ministero. Il rischio rigassificatore sembrava ormai svanito pochi mesi fa, quando invece è stato proposto il progetto del metadonotto: due impianti, in realtà, strettamente connessi tra loro. L’intreccio si evince a chiare lettere dal decreto ministeriale, in cui il metanodotto è definito un’opera «direttamente collegata alla realizzazione del rigassificatore (nuovo terminale Gnl localizzato nel porto di Trieste – Zaule) proposto dalla Società Gas Natural Italia Spa», la quale «ha presentato richiesta di allacciamento alla rete di metanodotti di Snam Rete Gas».

Da sempre nettamente contraria al progetto, il sindaco muggesano Laura Marzi ricorda l’azione promossa dal Comune: «La nostra Regione e tutte le amministrazioni territoriali interessate hanno da tempo espresso l’assoluta contrarietà in merito alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione, anche mediante la presentazione di diversi ricorsi dinanzi all’autorità giurisdizionale competente del Tar del Lazio. Il Comune di Muggia ne ha, in particolare, promossi ben tre». Marzi ha poi evidenziato l’importante ruolo ricoperto dalla vicina repubblica: «La Slovenia in passato è già stata al nostro fianco contro il progetto del rigassificatore, condividendo con noi la forte contrarietà che ora di nuovo ci vede, insieme, contro il metanodotto e, di conseguenza, il rigassificatore a quello strettamente connesso. Ritrovarci di nuovo fianco a fianco all’avvocatura dello Stato sloveno è un supporto importante, ma anche una conferma di quanto questo progetto sia egualmente inconcepibile e inaccettabile da parte di tutto il territorio coinvolto, al di là dei confini nazionali».

Rappresentata dagli avvocati Peter Mocnik e Aldo Fontanelli, la Repubblica di Slovenia è scesa in campo a sostegno di quanto già presentato da Comune di Muggia, Regione Fvg e Comune di Ancarano, con un ricorso che sottolinea come dal progetto del metanodotto “Trieste-Grado-Villesse” derivino «conseguenze negative

per la sicurezza e per la salute, dell’ambiente del mare, del territorio e soprattutto delle persone, con effetti anche transfrontalieri vista la prossimità del confine con la Slovenia, con cui l’Italia divide parte della zona marittima interessata dai suddetti progetti».
 

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