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«Per il campanile si usi la tassa di soggiorno»

Lo propone l’ex consigliere Bonaldo al fine di recuperare i soldi necessari alla messa in sicurezza

GRADO. Mentre si attendono ancora le notizie relative al necessario intervento di consolidamento (c’è anche un’ordinanza del sindaco che obbliga la parrocchia a metterlo in sicurezza), continuano i commenti attorno alla problematica del campanile che perde pezzi nelle vicinanze della torre campanaria. Uno dei problemi al vaglio degli interessati è indubbiamente quello della spesa che si dovrà affrontare. La proprietà è della parrocchia, ma si tratta di un monumento di pregio e pertanto tutelato dalla Soprintendenza ai beni architettonici e storici che certamente non interviene, se non per le autorizzazioni. C’è tuttavia chi la pensa diversamente, cioè che a occuparsi della spesa o quantomeno dell’interessamento diretto per il reperimento dei fondi, debba essere il Comune. Anzi, propone che i fondi necessari possano essere attinti dalla tassa di soggiorno che entrerà in vigore da marzo.

Si tratta dell’ex consigliere comunale Renato Bonaldo il quale afferma che il sindaco Dario Raugna «invece di compiacersi per l’apertura di un centro islamico e “bacchettare” il clero gradese per la scarsa manodopera delle chiese, dovrebbe adoperarsi e aiutare a trovare i fondi utili a sistemare il campanile della basilica di Sant’Eufemia». Bonaldo ricorda che la basilica di Sant’Eufemia, così come la ancora più antica basilica di Santa Maria delle Grazie e il battistero di San Giovanni, oltre ad essere luoghi di culto sono veri e propri monumenti. «Come tali – dice Bonaldo – sono attrazioni turistiche e rientrano a pieno nell’offerta dell’Isola; ritengo pertanto che sia interesse di tutti mantenerle e valorizzarle. Una soluzione – aggiunge – potrebbe essere quella di destinare parte dei proventi che entreranno nelle casse comunali dalla tassa di soggiorno, proprio alla manutenzione delle basiliche dell’Isola». Si spinge oltre Bonaldo dicendo che si potrebbero trasformare in chiesa-museo le basiliche e il battistero esponendo, oltre al tesoro custodito in Sant’Eufemia, le reliquie e oggetti di straordinario interesse storico culturale di cui l’Isola dispone». L’ex consigliere comunale infine afferma che ciò consentirebbe di far pagare un ingresso per accedere alla zona della basilica adibita a museo, utile a sovvenzionare i restauri e le manutenzioni che nel tempo risulteranno necessari. «Ovviamente ciò andrebbe pianificato senza intaccare in

alcun modo il libero accesso alla basilica da parte dei fedeli». Insomma un po’ come avviene per Aquileia dove la chiesa è aperta ai fedeli (durante le celebrazioni non è consentita la visita), ma per visitare la cripta o i mosaici si paga l’ingresso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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