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Nuovo progetto per dare un futuroall’ospizio di Farra

Ribattezzato «Casa degli orrori», venne chiuso  dopo la scoperta di presunti maltrattamenti agli ospiti

FARRA. C'è un futuro per la casa albergo "Contessa Beretta" di Farra d'Isonzo, assurta agli onori delle cronache per i presunti maltrattamenti a danni degli anziani ospiti da parte del personale della struttura. Ed è un futuro che sarà svelato nelle prossime settimane. Quale destinazione per quella che era stata ribattezzata "La casa degli orrori"? Il sindaco del piccolo Comune isontino, Alessandro Fabbro, sull'argomento è più che abbottonato. «Siamo in una fase avanzata e delicata della trattativa - afferma -. Quel che posso affermare è che non si tratterà più soltanto di una struttura votata all'accoglienza degli anziani. Abbamo pensato a un progetto diverso e che sono convinto coinvolgerà tutta la comunità. Di più non posso dire, se non che sono ottimista sul futuro della struttura».

La “Contessa Beretta” rinascerà, dunque. Seppure con caratteristiche diverse rispetto a quelle del passato. Un passato che ebbe un epilogo doloroso per il paese, sotto choc per il caso delle 15 persone indagate per presunte vessazioni nei confronti degli utenti e 8 medici di base che, secondo gli inquirenti, avrebbero fornito false certificazioni. Un incubo. La Fondazione Contessa Beretta non esiste più da anni, ma il suo lascito è stato quello di offrire la struttura a soggetti deboli. Per questo, il Comune di Farra ha avviato dei ragionamenti a livello di Ambito socio-assistenziale. E ha incontrato l'interessamento di privati. Nel frattempo Fabbro e tutta la comunità farrese si sono messi faticosamente alle spalle quella storia odiosa. «Con la cooperativa che gestiva la "Contessa Beretta" (l'emiliana Ambra, ndr), è stata risolta anzitempo la convenzione - conferma Fabbro - nonostante scadesse a giugno 2017. Il Comune è riuscito a ottenere un buon risultato: la cooperativa pagherà il canone sino alla scadenza naturale. L'altro punto riguardava lavori di manutenzione che dovevano essere portati a compimento, ma che non sono stati effettuati. Anche in questo caso, la cooperativa Ambra ha riconosciuto i lavori da fare e abbiamo proceduto con una transazione, ma il Comune non ci ha rimesso un euro». Ma non è tutto. Il Comune isontino come detto è intenzionato a dare un futuro alla struttura. «La “Contessa Beretta”: è una risorsa importante in chiave sociale. Non rimarrà chiusa, posso assicurarlo». La vicenda della cosiddetta “casa degli orrori” suscitò profonda impressione a Farra e in tutto l’Isontino. I casi di maltrattamenti agli anziani furono accertati dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Gorizia e dai Nas di Udine coordinati dalla Procura di Gorizia. Per accertare i fatti furono utilizzate anche delle microtelecamere inserite all’interno della casa di riposo. Il tutto partì dalle segnalazioni dei congiunti di alcuni anziani ospiti della struttura. I fatti risalgono all'ottobre del 2015, quando era emerso un quadro accusatorio che ipotizzava l'uso all'interno della struttura, da parte di alcune operatrici sanitarie, di metodi violenti e vessatori nei confronti di un gruppo di anziani ricoverati. Nel prosieguo dell'attività investigativa lo scenario si è aggravato con un secondo filone d'indagine:

l'ipotesi di una truffa ai danni della Regione Friuli Venezia Giulia, dell'Azienda sanitaria e del Comune di Farra d'Isonzo. La Casa Albergo è di proprietà del Comune di Farra d'Isonzo, ma la sua gestione era stata esternalizzata sin dall'anno 2003.

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