Quotidiani locali

Ladri in casa d’un ex poliziotto mentre pranza con la famiglia

A Staranzano nella villetta del commissario Colpo: spariti oggetti di valore, un berretto d’ordinanza e una tivù. «Pensavamo fossero i vicini a far rumore». Bottino recuperato

STARANZANO. I ladri oramai non guardano più in faccia a nessuno e vanno a rubare anche a casa di un ex commissario di Polizia. Per giunta durante l’ora di pranzo. Il furto è avvenuto due giorni fa (ma si è saputo soltanto ieri) al piano terra di una villetta bifamiliare, mentre il proprietario stava pranzando assieme alla famiglia al piano superiore della sua abitazione. Ma a poche ore dal furto, in base alle indicazioni fornite, i carabinieri hanno subito fermato una persona (non si sa se abbia agito da sola o se c’erano complici) e nello stesso tempo hanno recuperato gran parte della refurtiva, tra cui oggetti di valore, attrezzature varie e una televisione. Nel bottino i ladri, forse con spirito goliardico, hanno portato via anche un berretto da poliziotto. Se gran parte del materiale trafugato è stato recuperato, restano purtroppo danni ingenti a porte e finestre sfondate dagli attrezzi utilizzati. Il proprietario ha già contattato una ditta per la sostituzione degli infissi rotti.

L’abitazione presa di mira dai ladri è quella di Renato Colpo, ex commissario di Polizia a Monfalcone e oggi presidente regionale e membro della Direzione nazionale di Scelta Civica per l’Italia. Gli intrusi sono entrati prima in garage, hanno preso martelli, cacciavite e, servendosi quindi delle attrezzature trovate sul posto, hanno spaccato le finestre e la porta di accesso. Una volta entrati si sono serviti di borse che erano all’interno per arraffare e portare via la refurtiva, cercando soprattutto oggetti di valore. Nonostante il tipo di lavoro che ha svolto per tanti anni e abbia visto tante di situazioni difficili, Renato Colpo è rimasto abbastanza scioccato per quanto successo, per la violazione della privacy con l’intrusione di un estraneo a casa propria, ma anche perché la situazione ha messo in allarme tutta la famiglia. Una riflessione emersa anche nel raccontare questa brutta avventura. «Eravamo a pranzo al primo piano – dice - abbiamo sentito alcuni rumori provenienti dalla parte inferiore della casa, mai più credevamo che fossero i ladri. Pensavamo che a quell’ora erano i vicini stavano facendo le pulizie, battevano i tappeti o pulivano le ringhiere. Invece non era così. Poco dopo, credo verso le 16, sono sceso giù in tavernetta a piano terra per mettere a posto alcune cose, ho trovato un disastro, tutto sottosopra. Avevano sfondato la porta, le finestre spaccato tutto completamente. Poi – aggiunge - mi sono accorto di quanto è successo vedendo quello che mi hanno portato via. Allora ho fatto intervenire i colleghi della volante di Monfalcone che ringrazio, sono stati veramente bravi e hanno immediatamente avviato le indagini. Grazie, poi, al comandante dei carabinieri di Staranzano, Raffaele Stallone, – afferma – esaminando la scena che si presentava davanti ai nostri occhi e dalle indicazioni ricevute, il militare ha probabilmente intuito chi poteva essere stato l’autore dell’incursione nella sua casa. Probabilmente un monfalconese, un balordo di vecchia conoscenza alle forze dell’ordine. Così in poche ore sono riusciti a rintracciare il responsabile e a controllare se ha agito da solo o con l’ausilio di complici. Quindi sono andato in caserma per verificare il materiale che era stato recuperato».

Nel raccontare la storia, Colpo ha ricordato che qualche giorno prima alcuni vicini di casa hanno notato un uomo che gironzolava

in bicicletta, suonava i campanelli di alcune abitazioni. A chi rispondeva al citofono chiedeva: “Senta, abita qui la famiglia Pomo?”. Sicuramente si trattava di una scusa per sapere se c’erano persone nell’abitazione e quindi di compiere il furto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon