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Friulia e Authority pilotano l’Interporto

La ricapitalizzazione a 12,7 milioni ridisegna gli equilibri. Via alla riconversione dell’ex Wärtsilä

Il capitale era di 5,4 milioni e ora è di 12,7 milioni di euro: sono quindi affluiti 7,3 milioni “freschi” nel perimetro societario dell’Interporto, quello che una volta era l’Autoporto di Fernetti. Il presidente Giacomo Borruso ha almeno tre buone ragioni di soddisfazione. Perché l’aumento di capitale dell’Interporto (quello che una volta era l’Autoporto di Fernetti) si è concluso ieri l’altro con la qualità di adesione preventivata. Perché la struttura finanziaria della società pubblica di logistica esce sensibilmente rafforzata, con una ricapitalizzazione superiore al doppio del precedente assetto. Perché questo irrobustimento consente all’Interporto di realizzare l’ampliamento operativo attraverso la riconversione delle aree ex Wärtsilä acquistate a Bagnoli.

Come da tempo anticipato, l’aumento di capitale, definito giovedì scorso, riformula la gerarchia di importanza all’interno della società, come si evince dal grafico a lato. Socio di riferimento diventa Friulia, braccio finanziario della Regione Fvg, che assorbe la vecchia quota della disciolta Provincia e balza dal 3,3% al 40,1%.

Al secondo posto sale l’Autorità portuale: aveva il 6,01% e adesso detiene il 26,1%. Borruso molto insiste sul ruolo retroportuale del futuro sistema Fernetti-Bagnoli, avviato a diventare sempre più il backstage carsolino delle banchine, soprattutto mediante lo sviluppo del trasporto ferroviario.

Mantiene la terza piazza la Camera di commercio, che giusto ieri pomeriggio ha fatto sapere di aver ottenuto la necessaria autorizzazione dal ministero dello Sviluppo Economico: piazza della Borsa conferma così il 18,7%, una conferma commentata favorevolmente da Borruso.

Infine i due Comuni azionisti, Trieste e Monrupino. Nessuno dei due ha ritenuto di partecipare all’aumento, cosa che concorre a una sensibile diluizione dello share: il Municipio triestino, che storicamente era il secondo socio della struttura logistica confinaria, scende dal 24,3 al 10,1%. Il “collega” carsolino Monrupino aveva il 12,02% adesso ridottosi al 5%. Dunque, sembra accentuarsi il profilo tecnico della compagine sociale, evidenziato dal ruolo trainante di Friulia e dell’amministrazione portuale, mentre si delinea con chiarezza la minore influenza degli enti locali, inclini a concentrare le proprie risorse sulle attività ritenute più consone alla missione istituzionale.

Precisato il nuovo assetto azionario e finanziario, l’Interporto può dedicarsi all’operazione Wärtsilä: 270 mila metri quadrati a disposizione per un investimento complessivo pari a una ventina di milioni di euro. La progettazione, secondo il

cronoprogramma dettato da Borruso, dovrà essere approntata entro la fine del mese corrente, in modo tale da bandire e aggiudicare le gare entro la fine di aprile. Punto di caduta il completamento delle opere per la fine del gennaio 2019. Tra un anno.

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