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Angoris diventa eco-sostenibile

L’azienda vitivinicola ha ridotto al minimo l’uso di sostanze chimiche

CORMONS. Una produzione totalmente sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente, senza alcun tipo di utilizzo di prodotti chimici. È il traguardo raggiunto dalla Tenuta Angoris, una delle principali aziende vitivinicole del Cormonese, che ha presentato ad addetti ai lavori e clienti arrivati da tutta Europa l’importante novità nel corso della giornata intitolata “Passaggio ad Angoris” nel corso della quale sono stati spiegati dalla titolare, Marta Locatelli, e dal responsabile dell’area tecnica, Alessandro Dal Zovo, come Angoris operi direttamente sul campo. Nel corso dell’evento anche l’annuncio della prossima divulgazione di un volume curato da Stefano Cosma che raccoglierà documenti e aneddoti dell’azienda e della famiglia Locatelli. A presentare invece nel dettaglio le tecniche di sostenibilità utilizzate dall’azienda è stato Dal Zovo: un percorso iniziato più di 20 anni fa. «Il concetto di sostenibilità include tre dimensioni – ha detto – che si trovano sullo stesso piano e che devono intrecciarsi: ambientale, sociale ed economica. Questo significa che la nostra produzione dell’uva e del vino, per essere sostenibile, deve essere in grado di mantenere inalterato il terreno dove lavoriamo e deve essere priva di residui chimici dannosi alla salute garantendo comunque un utile. Per questo motivo abbiamo aderito al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata: un sistema di produzione agroalimentare che utilizza mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volto a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione». Soddisfatta ovviamente la titolare Marta Locatelli che ha indicato la via. «Seguire la modernità senza stravolgere la storia: –

ha detto –. Il nostro scopo è preservare la terra, utilizzando attrezzature all’avanguardia». Durante l’evento è stata inoltre presentata in anteprima anche la novità aziendale del Pinot Nero Doc Friuli Isonzo dedicato ad “Albertina”, la nonna paterna di Marta Locatelli. (m.f.)

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