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Pochi servizi, molti guai: Fossalon si ribella

Il reclamo dei residenti al Municipio di Grado: «Vogliamo la posta, il medico e più sicurezza. Ci sentiamo cittadini di serie B»

GRADO. A Fossalon, da diversi anni, esistono - e anzi in alcuni casi si sono aggravate - delle problematiche irrisolte. Ed è per questo che qualcuno, qui, ammette di sentirsi «cittadino di serie B». L’elenco è lungo e le proteste non mancano, tanto che recentemente, con un foglio firmato da “La comunità di Fossalon”, sono stati nuovamente interessati sindaco, assessori e consiglieri comunali. Una sorta di volantino che il promotore dell’iniziativa, Sergio Ardessi, ha diffuso pure all’esterno della chiesa. Va detto in effetti che - pur essendo il malcontento generalizzato - ci sono persone rassegnate che pensano che in fondo è inutile perdere ulteriore tempo, e che protestare ancora non serve più a niente. Fossalon conta oggi 777 residenti (un tempo erano oltre mille) e, di questi, ce ne sono ben 328 ultrasessantacinquenni. Ecco allora che le problematiche diventano ancor più pesanti. I residenti, tra l’altro, sono sparsi in un’area decisamente molto vasta considerato che proprio Fossalon è l’area agricola più estesa della provincia di Gorizia. Per gli anziani, in particolare, spostarsi fino a Grado è sempre stato complicato, specialmente d’estate, e oggi, a causa del taglio di vari servizi, diversi di questi hanno scelto di rivolgersi a Fiumicello o a San Canzian, anziché venire a Grado.

Le due richieste principali inserite nel “reclamo” di Ardessi riguardano la presenza, alcuni giorni la settimana, del medico e, parimenti, la riapertura della posta. Per quanto riguarda il medico la richiesta è di avere il servizio ambulatoriale a Fossalon almeno tre volte alla settimana. Va poi ricordato che a Fossalon funziona un “armadio farmaceutico”, curato da Rampino di San Canzian d’Isonzo, che raggiunge la frazione agricola gradese proprio tre volte alla settimana. Quanto alla posta, al di là dell’istanza di avere una riapertura almeno bisettimanale, che per la cronaca era stata respinta, ora viene chiesta come minimo la possibilità di fruire, come avviene in alcuni paesi di montagna, di un ufficio “volante” almeno per due volte la settimana per un paio d’ore. Da quando le Poste hanno deciso di chiudere l’ufficio di Fossalon i residenti sono così sono costretti a spostarsi a Grado oppure, più facilmente, nelle altre località vicine.

Altre lamentele riguardano l’inadeguato ponte Cucchini (saranno almeno vent’anni che si parla di un nuovo ponte anche per avvicinare l’altra frazione agricola gradese di Boscat) e pure la videosorveglianza. E ciò perché a Fossalon, di furti, specialmente sulle autovetture dei visitatori, ce ne sono diversi. E a farne le spese non sono solo le persone che visitano la Cavanata o il Caneo ma anche quelli, tanti triestini in particolare, che vanno a Fossalon ad acquistare frutta, verdura e altri prodotti tipici come i formaggi e la carne di maiale. Senza contare che ci sono agriturismi e anche trattorie e ristoranti, e che pure altre attività produttive. E poi c’è la Festa degli asparagi, che fa accorrere a Fossalon svariate migliaia di buongustai. Non va dimenticato, infine, che la frazione di Fossalon è frequentata, grazie alle ciclabili, anche da tanti appassionati delle due ruote a pedali. La richiesta sulla sorveglianza è quella di installare delle videocamere, in particolare lungo ponte Cucchini e il ponte sull’Isonzato e sulla strada in direzione Grado. I “guai” a Fossalon non mancano nemmeno in caso di piogge intense. Problematiche che in buona parte dovrebbero essere risolte con il potenziamento dell’idrovora che sarà eseguito dal Consorzio Bonifica cui i fossalonesi chiedono anche che intervenga sulla manutenzione dei collettori.

Altro argomento “caldo” è quello dei davvero troppi vincoli ambientali e la crescita esponenziale della fauna selvatica: cinghiali (hanno devastato

tanti campi), volpi, tassi e anche nutrie. Per evitare che queste distruggano l’orto, gli agricoltori sono stati costretti a recintarli. Chi con recinti metallici chi, invece, come lo stesso Ardessi, con una rete da pesca, una passelera.

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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