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Licenziamenti alla Tex Giulia: «Gli operai non resteranno soli»

Venerdì vertice in municipio, mercoledì tutti a Trieste. Mobilitazione di Comune e Regione per trovare possibili paracadute. Sarà chiesto alla proprietà di aumentare l’ammontare degli incentivi all’esodo

GORIZIA «Non resteranno soli». Regione e Comune si mobilitano per dare un aiuto concreto e fattivo ai venti dipendenti della “Tex Giulia”, lo stabilimento tessile che chiuderà i battenti ad aprile e li lascerà in strada, nonostante una grandissima (e riconosciuta) professionalità. La chiusura della fabbrica e il licenziamento collettivo ormai sono decisi e, allo stato, difficilmente, ci saranno passi indietro.

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Intanto, scatta la mobilitazione per rendere il più possibile “morbido” l’atterraggio. Gli operai che rimarranno senza lavoro sono tredici maschi e sette femmine. Solamente uno ha quasi tutti i requisiti per andare in pensione, i restanti “disoccupandi” hanno tutti fra i quaranta e cinquant’anni, la fascia d’età che, statisticamente, ha i problemi maggiori per un eventuale reimpiego.

Doppio incontro a Gorizia e Trieste

Venerdì il sindaco Rodolfo Ziberna ha incontrato i sindacati e una delegazione di operai. Mentre mercoledì 7 febbraio, l’incontro verrà ripetuto in Regione, alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche attive del lavoro Loredana Panariti. In attesa del vertice, la rappresentante della giunta Serracchiani non entra nel merito della questione («Devo parlare, prima, con i sindacati», spiega) ma afferma che la Regione ha una molteplicità di strumenti per dare una mano a tutte queste persone.

«Sì, li vedrò la prossima settimana - conferma Panariti -. Poi, in un’altra occasione, incontreranno anche il vicepresidente Bolzonello per parlare più specificatamente del sito produttivo. Viste le mie competenze, faremo un’analisi delle possibili soluzioni. Una cosa deve essere chiara, sin da adesso: ci prenderemo in carico i lavoratori e le lavoratrici. Abbiamo strumenti specifici e ci sono una serie di incentivi, dai quali attingeremo».

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Non solo. È intenzione dell’amministrazione regionale di sensibilizzare anche le altre industrie del territorio, in maniera tale che non vengano disperse professionalità di alto livello, come quelle che saranno estromesse da “Tex Giulia”, azienda che sta pagando con gli interessi la forte concorrenza della Turchia. «Abbiamo fatto un lavoro importante a Pordenone con il protocollo Ideal Standard e l’intenzione è di fare il massimo anche per i lavoratori goriziani - aggiunge Panariti -, senza dimenticare che ci sono anche i lavori di pubblica utilità o i lavori socialmente utili. Alla riunione, parteciperanno anche i responsabili dei Centri per l’impiego, oltre a tutti i soggetti che si occupano di lavoro».

Parola al sindaco

Concetti che esprime, di fatto, anche il Comune di Gorizia. «Percorreremo ogni strada possibile per tutelare i lavoratori e verificare se il sito potrà esser ancora produttivo. È quanto afferma il sindaco in merito alla vicenda Tex Giulia che sembra stia ormai vivendo l’ultimo atto.

Insieme agli assessori al Lavoro Bernobich e al Welfare Romano, incontrerà oggi alle 13 le rappresentanze sindacali per assicurare che «il Comune sarà a fianco delle maestranze affinché vengano garantiti tutti gli interventi di tutela e, contestualmente, per effettuare tutte le verifiche in merito al futuro dello stabilimento. Vorremmo capire se sarà in grado di avere ancora un futuro oppure se la parola fine sarà definitiva. Per questo abbiamo chiesto un incontro con la proprietà che, mi auguro, possa avvenire quanto prima».

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Il sindaco interviene anche sul declino del comparto industriale. «È vero che la crisi ha colpito tutti i territori e nessuno ne uscirà indenne - rimarca - ma non dimentichiamoci che l’area goriziana sta scontando anche la scomparsa di un altro segmento economico, quello legato alla presenza del confine che, ora, non c’è più. La caduta delle barriere doganali aveva provocato la perdita di centinaia di posti di lavoro prima ancora dell’arrivo della crisi e credo che, arrivati a questo punto, sia venuto il momento di avviare un confronto con Regione e Stato per evitare che la situazione del nostro territorio diventi drammatica».

L’assemblea dei lavoratori

Intanto, ieri si è svolta l’annunciata assemblea dei lavoratori nello stabilimento di Piedimonte. Presenti, oltre agli operai, il sindacalista della Filctem-Cgil Gianpaolo Giuliano assieme alle rappresentanze sindacali unitarie.

Cos’è scaturito dall’incontro? «L’assemblea - spiega Giuliano - ha dato mandato alle forze sociali e alle Rsu di proseguire sul doppio binario. Pertanto, continueremo a parlare con la proprietà, chiedendo che l’incentivo all’esodo sia più alto rispetto a quello è stato proposto. In parallelo - spiega il rappresentante della Cgil - insisteremo con la Regione affinché si prenda in carico tutta la situazione industriale del Goriziano per creare una serie di nuove opportunità che, in questo momento, non si intravvedono nemmeno».

Giuliano aggiunge: «Bisogna trovare il modo per attirare qui nuova imprenditoria, altrimenti la città è destinata alla morte. Siti vuoti ce ne sono... I prossimi incontri, a partire da quello di domani (oggi, ndr) con il sindaco Rodolfo Ziberna, saranno importanti perché la deindustrializzazione sta diventando un problema enorme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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