Quotidiani locali

E la frazione si sta pure svuotando di negozi

Addio alla parrucchiera e al tabacchino con i biglietti del bus. Resiste la rivendita di alimentari

GRADO. Una tendenza che condanna gli abitanti di Fossalon a spostamenti forzati in altre località è la progressiva mancanza di attività commerciali fondamentali per la comunità. Il riferimento è ad esempio alla pesa pubblica, alla parrucchiera che è stata sfrattata, al tabacchino che aveva anche i valori bollati, tutte attività che sono state costrette a chiudere. «E meno male – dice Sergio Ardessi – che c’è Rita Tomizza che tiene duro con il suo negozio di alimentari». Tra l’altro, per quanto riguarda la rivendita giornali, questa - che per la cronaca si trova all’interno del bar del centro - osserva un giorno di chiusura alla settimana, il giovedì. «Se mancano i servizi – afferma desolato Ardessi, che da sempre si è interessato delle problematiche di Fossalon – mancano anche le attività». Insomma, è come il gatto che si mangia la coda.

Un ulteriore guaio della frazione che viene messo in evidenza nell’ultimo “reclamo” è quello del catasto. La richiesta è, infatti, che, diversamente da oggi, la rendita catastale sia tarata su un’unica area censuaria. L’istanza degli abitanti di Fossalon è pertanto quella di aprire un dibattito pubblico complessivo per arrivare alla soluzione delle problematiche in questione, soluzione che è vitale per il rilancio di Fossalon. E se i giovani stanno almeno in parte abbandonando la terra, le motivazioni possono benissimo essere legate proprio alle mancanze attuali, e soprattutto ai disservizi, fra i quali c’è anche quello legato al biglietto per l’autobus. Non essendoci più il tabacchino non si possono nemmeno acquistare, per l’appunto, i ticket per il bus, cosa che i fossalonesi sono spesso obbligati a fare direttamente sul mezzo, con un aggravio non da poco. Il tragitto tra la frazione agricola e Grado, segnala Ardessi, diventa di ben sei euro. Lungo l’elenco delle lamentele, dunque, ma Ardesi non dimentica alcuni aspetti di segno contrario. Al di là dell’armadio farmaceutico (ma il farmacista arriva da San Canzian e non da Grado) e del negozio di alimentari, ancora attivo, di positivo c’è la presenza dell’infermiere

di comunità, che effettua anche i prelievi. «Un ottimo servizio», ancora Ardessi: «E di positivo c’è anche la presenza attiva, dopo il decesso del precedente parroco, don Edoardo Gasperini, del parroco don Michele Centomo e del cappellano don Nadir Pigato». (an. bo.)

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