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Oltre 17mila visitatori all’Ossario di Oslavia

Continua ad aumentare il numero di visitatori che fanno tappa all'ossario di Oslavia. Una platea che arriva anche e soprattutto dall’estero per onorare la memoria dei 57.741 soldati italiani e austro-...

Continua ad aumentare il numero di visitatori che fanno tappa all'ossario di Oslavia. Una platea che arriva anche e soprattutto dall’estero per onorare la memoria dei 57.741 soldati italiani e austro-ungarici che vi riposano. Nell’ultimo anno sono stati 17.090 i visitatori che hanno risalito i gradoni della scalinata monumentale che conduce all’ossario. Si tratta del dato migliore dall’inizio delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra. Positivo, con 150 accessi in più, persino il confronto con l’anno record, il 2016, quando la particolare alchimia creata da un lato dalla conclusione dei lavori di maquillage del sacrario e, dall’altra, dai tanti Alpini arrivati in città in occasione del Raduno triveneto e dell’Adunata nazionale della Brigata Julia si tradusse in un vero e proprio boom di visite, che consentì di raddoppiare le visite nel giro di appena un anno, passando dalle 8.260 del 2015 a quota 16.927.

E l’ingrediente fondamentale per la ricetta di un tale successo sembra essere proprio il massiccio intervento di recupero strutturale ed estetico dell’edificio, concluso nella primavera del 2016 e contraddistinto in particolare dalla sostituzione della copertura in plexiglas pesantemente danneggiata, dalla tinteggiatura di pareti e soffitti che mostravano i segni inesorabili di tempo e troppa umidità, e dall’installazione del nuovo impianto di illuminazione, con il passaggio alle luci a led in grado di offrire una migliore leggibilità dei nomi incisi sulle lapidi. «La risposta ai lavori di riqualificazione - ha spiegato il direttore del Sacrario di Redipuglia, da cui dipende quello di Oslavia, tenente colonnello Norbert Zorzitto - è stata più che positiva non solo in termini di visite, ma anche in quanto allo stupore con cui molti turisti hanno reagito vedendo l’ossario rimesso a nuovo».

Nel 2017, ai tanti visitatori italiani, arrivati un po’ da tutta la penisola, se ne sono aggiunti molti partiti dall’estero, perlopiù da Slovenia, Austria e Ungheria. «Gli ungheresi sono stati molto numerosi - ha evidenziato Zorzitto - è un dato comprensibile visto che è proprio da quel paese che arrivavano i reggimenti che combatterono le battaglie di Gorizia». A contribuire al record di visite sono state anche le numerose iniziative delle Associazioni d’arma, che hanno eletto l’ossario a sede per la consegna delle medaglie commemorative coniate da Regione e Ministero della Difesa. Ma le presenze dalle altre regioni italiane sono sempre più numerose anche per un altro fattore. Grazie all'utilizzo del web è diventato infatti molto semplice andare alla ricerca dei propri avi che hanno perso la vita nel corso della prima guerra mondiale. È sufficiente collegarsi al portale Cadutigrandeguerra.net per consultare gli elenchi dei caduti italiani che riposano non solo nei sacrari di Redipuglia e Oslavia, ma anche in quelli di Caporetto e Timau, oltre al cimitero di Aquileia, al tempio di San Nicolò a Udine e al monumento “Faro” sul monte Bernadia, dedicato ai caduti della Julia. In chiusura, l’avviso che anche quest’anno, a partire da metà marzo, l’ossario di Oslavia sarà aperto nei weekend grazie al rinnovo del protocollo stipulato tra Onorcaduti e le penne nere dell’Ana, che continueranno

a garantirne, come già fatto negli ultimi anni, l’apertura tutti i sabati, domeniche e festivi dalle 9 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18. Nel frattempo, l’ossario resterà come sempre visitabile dal martedì al sabato dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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