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Trieste: casa Ater in subaffitto, scatta lo sfratto

Carabinieri allertati dai vicini. Pronta la revoca del contratto per l’effettivo locatario. Inquilini irregolari “stanati” dai vicini

TRIESTE Subaffittava da anni il suo appartamento Ater a dei cittadini extracomunitari. Il furbetto è stato pizzicato grazie ad un intervento dei carabinieri, chiamati dai residenti di un condominio popolare di via Levier in seguito a un alterco con uno degli inquilini irregolari. Il caso è emerso nei giorni scorsi ma alcuni residenti del civico 9, già dall’agosto del 2015, avevano denunciato ad Ater e polizia locale uno strano via vai e anomalie nella conduzione di quell’appartamento. Avevano indicato fin da subito che l’intestatario del contratto d’affitto non viveva più in quell’appartamento e che al suo posto c’era una persona diversa che, a sua volta, saltuariamente ne ospitava delle altre. I residenti avevano avvertito pure che, per trovare a casa i “nuovi” inquilini, era necessario effettuare dei controlli all’alba o in serata.

Purtroppo un sopralluogo della polizia locale, in passato, non aveva dato esito positivo. Da allora nulla di fatto, fino a quando di recente l’inquilino in subaffitto non si è messo a fare le pulizie, sbattendo dei tappeti nell’atrio condominiale. Un comportamento che ha fatto andare su tutte le furie i vicini. Da lì un vivace scambio di battute e il successivo intervento dei carabinieri, chiamati dai regolari inquilini Ater di quello stabile. I militari dell’Arma hanno potuto così constatare che, in quel momento, ad occupare l’appartamento era una persona straniera, regolarmente in Italia, che, con ingenuità, avrebbe ammesso di pagare un canone all’intestatario del contratto Ater. Il rapporto di quell’intervento dei carabinieri è finito ovviamente anche sulla scrivania della direzione dell’Ater. Dettagli, circostanze che non lasciano molti dubbi. I vicini riferiscono che l’“irregolare” continua a vivere ancora in quell’alloggio. Intanto l’Ater si è mossa.

«Abbiamo avviato un provvedimento di revoca dell’assegnazione di quell’appartamento per supposta sublocazione», conferma Antonio Ius, direttore dell’Ater. Ius ribadisce che l’assegnatario di un alloggio Ater non può subaffittare, neanche parzialmente e nemmeno per brevi periodi, l’appartamento. Non si può subaffittare né cedere neanche parte dei locali, ad esempio cantina, garage o soffitta. E neppure ospitare qualcuno: «Si può ospitare qualcuno previa autorizzazione Ater. Ad autorizzazione avvenuta, il nuovo inquilino partecipa con la sua posizione economica alla definizione del canone di locazione». Se, ad esempio, un inquilino Ater intende portare a vivere con sé la compagna e avviare dunque una convivenza deve chiedere e attendere l’autorizzazione dell’Ater. «Quando ci vengono segnalate situazioni anomale – precisa Ius – per fare delle verifiche avviamo una serie di attività interessando l’Ufficio Anagrafe del Comune, la polizia locale, l’Agenzia delle entrate, la guardia di finanza».


In caso di irregolarità, l’Ater avvia il provvedimento di revoca. Provvedimento che l’intestatario del contatto può ovviamente contestare. E se da parte dell’inquilino non si registra il rilascio spontaneo dell’appartamento, scatta uno sfratto esecutivo.

 

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