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Trieste, al via entro settembre i lavori per il Molo Settimo

Sarà allungato di 100 metri. Operazione da 92 milioni sui 188 già programmati. Al convegno del Propeller Club svelati investimenti e strategie per lo scalo 

TRIESTE «Con l’ingresso di Monfalcone nell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale e i suoi 4 milioni e mezzo di tonnellate di merci che si aggiungeranno ai quasi 62 milioni che movimentiamo noi, Trieste ritornerà nella top ten dei porti europei». Il presidente Zeno D’Agostino annuncia la rinascita di uno scalo quasi imperiale proprio a cent’anni dal 1918 e pazienza se di quei 62 milioni più di 42 sono di petrolio. Anche quasi tutti gli altri settori sono in crescita e l’incidenza del greggio sul totale in un anno è scesa dal 72 al 70%. L’esempio più significativo viene in particolare dai treni: in Italia, Trieste ormai non ha rivali, l’anno scorso ne ha movimentati 8.681. «Ne faremo quest’anno 210 a settimana – ha specificato D’Agostino – nel mirino stiamo per mettere Rotterdam che fino a pochi anni fa sembrava un gigante irraggiungibile, ma ora pare a portata di mano con i suoi 250».

Con l’ingresso di Monfalcone...
Con l’ingresso di Monfalcone nell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Orientale e i suoi 4 milioni e mezzo di tonnellate di merci, Trieste ritornerà nella top ten dei porti europei», ha affermato il presidente Zeno D’Agostino


Il convegno mensile del Propeller club è stato l’occasione per svelare gli assi del 2018 che i terminalisti hanno già in mano senza bluffare. «Già superate le fasi burocratiche e completati i carotaggi – ha spiegato Fabrizio Zerbini, presidente di Trieste marine terminal – entro settembre partiranno i lavori per allungare di 100 metri, su 400 di larghezza, il Molo Settimo. L’investimento è di 92 milioni su 188 già programmati. Avremo una banchina lunga 870 metri e saremo l’unico porto del Mediterraneo a poter operare contemporaneamente su due mega-portacontainer da 14mila teu».

Ma il sistema portuale triestino sta conoscendo un’inarrestabile crescita anche sul fronte terrestre. Il presidente Giacomo Borruso ha spiegato come l’Interporto di Fernetti abbia acquistato a Bagnoli della Rosandra dalla Wartsila tre magazzini rispettivamente di 46, 28 e 2mila metri quadrati e piazzali per oltre 100mila metri quadrati.

Sul fronte treni, Trieste in Italia...
Sul fronte treni, Trieste in Italia non ha rivali: l’anno scorso ne ha movimentati 8.681. L’obiettivo è quello di arrivare a quota 210 a settimana per raggiungere la cifra record di Rotterdam, che ne movimenta 250 a settimana

Qui a fine 2018, dopo un anno di lavori, sarà operativa Freeste, cioè Free zone Trieste, dove si insedierà tra l’altro la Msc di Gianluigi Aponte, ma anche aziende che effettueranno trasformazioni industriali. Vi saranno anche depositi di merci, 2mila metri quadrati di celle frigorifere, si attueranno servizi intermodali e general cargo. Ciò è stato possibile grazie alla ricapitalizzazione della società Interporto dove l’Authority ha accresciuto la propria partecipazione. «Sono stati spesi 12 milioni per acquisire l’area – ha riferito Borruso – altri 2 e mezzo saranno utilizzati per il raccordo ferroviario, 6 per sistemare piazzali e magazzini».

«Nell’autunno 2018 – ha annunciato Francesco Parisi – presenteremo al mercato internazionale la configurazione definitiva della Piattaforma logistica». Su quest’ultima i rumors fanno convergere numerosi interessi, in primis quello della Cina che sta realizzando la nuova Via della seta.

Nel 2018 si registrerà anche una...
Nel 2018 si registrerà anche una forte crescita per il Molo Quinto: 3mila treni, 31mila contenitori e 200mila mezzi pesanti. Sul fronte terrestre, l’Interporto di Fernetti ha acquistato tre magazzini di 46, 28 e 2mila metri quadrati

La Piattaforma infatti costituirà assieme al contiguo Scalo Legnami un unico mega-terminal di 27 ettari. «Al 31 dicembre l’avanzamento dei lavori aveva raggiunto il 36%, ma si è trattato della parte più complicata – ha aggiunto Parisi – La fine è confermata per giugno 2019». Parisi è anche socio di minoranza di un terminal dell’autostrada del mare con la Turchia, quello del Molo Quinto. Da qui partono treni che raggiungono Kiel in Germania per proseguire fino in Svezia e Zeebrugge in Belgio per raggiungere la Gran Bretagna. «Trieste è la prima – ha detto Parisi – ad aver completato il trimarium: Adriatico, Baltico, Mare del Nord». Il principale approdo per i turchi è quello del Molo Quinto partecipato da Enrico Samer che nel 2018 registrerà una forte crescita: quasi 3mila treni, 31mila contenitori e oltre 200mila mezzi pesanti.

La Samer controlla anche il Terminal frutta e la Frigomar sul Canale navigabile che a propria volta faranno balzi in avanti. Solo in Italia quest’anno farà 35 milioni di investimenti, come ha annunciato il suo presidente Alessio Lilli, la Siot, società per l’oleodotto transalpino, che sul territorio lascia 120 milioni all’anno. Supererà i 330mila teu di trasporto via treno la società Alpe Adria, secondo le stime dell’ad Antonio Gurrieri.

Entusiasti delle relazioni sentite, il sindaco Roberto Dipiazza ha detto che Trieste “bella addormentata” è ormai solo uno sbiadito ricordo, mentre la governatrice Debora Serracchiani ha invitato a insistere sulla collaborazione con le Dogane, le relazioni internazionali e la piattaforma logistica dell’intero Friuli Venezia Giulia.

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