Quotidiani locali

esof 2020

Trieste, in Porto vecchio decolla il maxi centro congressi FOTO

Progetto da 3mila posti depositato in Comune dalla Trieste convention center. Interessati gli spazi dei Magazzini 27 e 28. Già coinvolta una ventina di aziende

TRIESTE La società Trieste Convention Center srl - formata esclusivamente da imprenditori triestini e nata nelle scorse settimane apposta per realizzare un centro congressi che possa ospitare la manifestazioni di Esof 2020 con la prospettiva di dotare la città di una servizio che manca da tempo -, ha depositato il progetto promesso negli uffici comunali. Uffici che, già nei giorni scorsi, hanno convocato presidente dell’aula e consiglieri per analizzare i documenti.



La srl punta a realizzare tra i Magazzini 27 e 28 in Porto vecchio una struttura da tremila posti con la formula del project financing caldeggiata anche da Roberto Dipiazza. «Questo convention center altamente flessibile potrà essere inaugurato per Esof e continuare poi la sua attività fino al 2040 (la durata della concessione è infatti di 22 anni, ndr), portando notevoli benefici alla città, creando nuovi posti di lavoro e un considerevole indotto», conferma Diego Bravar, vicepresidente della Fondazione internazionale Trieste e presidente di Trieste Convention Center, che in poche settimane ha raccolto l’adesione di una ventina di aziende e ben 570mila euro: i termini ultimi per la sottoscrizione da parte di ulteriori realtà imprenditoriali si chiuderanno domani e l’obiettivo finale è raggiungere quota un milione di euro. Il plafond minimo di partenza era di 10mila euro. I soci fondatori sono Cristiana Fiandra Cambissa (the Office srl), Pierpaolo Ferrante (Re.Te. Srl), Andrea Monticolo (Monticolo Sergio Srl), Paolo Rosso (Rosso Srl), Francesco Rossetti Cosulich (Gamap Srl), Alex Benvenuti (Magesta Spa), Massimo Iesu (Ergon Consulenti Associati Srl), Federico Pacorini. Ma nella compagine appare anche Maurizio Vretenar, importante figura del Cern di Ginevra, che ha contribuito alla raccolta del capitale.

Tcc, affermano gli organizzatori, è pronta a costruire e gestire il più grande centro congressi del Nord Est nell’area del Porto vecchio: un polo congressuale multifunzionale, progettato con tecnologie d’avanguardia, per rispondere alle esigenze dell’industria congressuale, segmento in forte crescita.

«Per lanciare adeguatamente il centro congressi - spiega Cristiana Cambissa Fiandra -, verrà attuato un piano di comunicazione e promozionale fin da subito per assicurare a Trieste eventi a partire dal periodo post-Esof». Il progetto di fattibilità, presentato ieri al pubblico il 29 gennaio nella sede di Confindustria Vg, è firmato da Pierpaolo Ferrante, project manager di Esof 2020, con Re.Te., società d’ingegneria che si occupa anche della parte sicurezza e strutture. Come consulente compaiono lo studio di architettura Metroarea, mentre per gli impianti la S.g.m. consulting srl. La costruzione è affidata a Monticolo srl e Rosso srl e la gestione a The Office.

I contenitori raccolgono fino a 3mila posti. Con elementi moderni di aereazione, come precisa Monticolo. «La struttura potrà ospitare non solo congressi - annuncia Ferrante -, ma anche concerti e spettacoli. L’acustica della sala sarà ottimale per accogliere anche eventi musicali». L’auditorium principale da 2mila posti si trova proprio nel Magazzino 28, dotato di tutta l’impiantistica necessaria con sala regia e cabine traduzione. Il progetto prevede anche una zona espositiva da 5mila mq e altre sale convegni più piccole nel Magazzino 27. La nuova “pelle” degli edifici, in policarbonato, permette la realizzazione della completa retroilluminazione per rendere il 28 come una grande lanterna. Un ponte di collegamento in cristallo dotato di quattro ascensori collega i due magazzini permettendo il passaggio nella sottostante strada e mette in diretta connessione gli spazi espositivi multifunzionali.

Il project financing prevede che il Comune partecipi con investimento che ammonta a circa il 49% dell'investimento, mentre Tcc o altri che si dovessero aggiudicare la concessione dovrebbero assicurare il restante 51%. Nel caso il progetto fosse approvato, la srl presieduta da Bravar accenderebbe un mutuo, che comunque ripagherebbe grazie alla gestione di 22 anni delle strutture. Ora il faldone dovrà seguire un iter ben preciso. Se gli uffici tecnici riterranno idoneo il progetto dal punto di vista della fattibilità e dell’interesse pubblico, ecco che il tutto verrà esaminato dal Consiglio comunale. Se la faccenda andrà in porto, il progetto poi potrà essere messo in gara. Una gara europea, perché in ballo c'è un importo sopra i 5 milioni. Se si aggiudicherà la partita un altro soggetto diverso dal “promotore”, vale a dire la cordata guidata da Bravar, quest’ultima avrà il diritto di prelazione e potrà rivedere la propria offerta, come spiegano il direttore generale del Comune Santi Terranova e il direttore Lavori pubblici Enrico Conte. Se decidesse però di non alzare la posta, la cordata verrebbe comunque “rimborsata” per la proposta d’ingegno. I tempi sono stretti: entro settembre i lavori devono partire. (b.m.)
 

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Premio ilmioesordio, invia il tuo libro