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L’ex Pescheria diventa fotovoltaica

Guaina “invisibile” sopra il Salone degli incanti. Avviati i lavori da 325mila euro

Entro l’estate il Salone degli incanti sarà coperto dalla guaina fotovoltaica che attende dal 2011. Trova così finalmente realizzazione uno degli appalti “impossibili” del Comune di Trieste, finanziato sei anni fa con mezzo milione di fondi Pisus e poi congelato dal Patto di stabilità e dalle modifiche del Codice sugli appalti. Sono iniziati in questi giorni i lavori e già si possono ammirale le impalcature che avvolgono il tetto dell’ex Pescheria. Il cantiere è stato consegnato l’8 gennaio e il termine è fissato per il 7 giugno prossimo.

Il progetto esecutivo è dell’architetto Sergio Russignan, mentre il direttore tecnico del cantiere è l’ingegnere Alessandro Luci. Ad aggiudicarsi la gara sono state le imprese Cp Costruzioni di Trieste ed Elettroimpianti snc di Duino Aurisina per 325mila euro grazie a un ribasso pari al 14,7%. Cinque mesi di lavoro (150 giorni). La copertura del Salone degli incanti con una guaina fotovoltaica rientra in un “antico” piano di sostenibilità energetica. Il progetto era stato approvato dalla giunta di Roberto Cosolini a metà novembre del 2011.

L’intervento prevede l’installazione di una guaina fotovoltaica scura e non riflettente sulla copertura dell’ex Pescheria. Un’opera a impatto visivo quasi nullo e dalla resa energetica garantita anche nei giorni di cielo coperto. Il progetto era stato inserito tra le richieste di cofinanziamento inviate alla Regione dall’amministrazione cittadina nella cornice dei Pisus (ovvero i Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile), attraverso i quali vengono veicolati una serie di fondi comunitari per «incrementare la qualità dell’ambiente urbano». Il progetto risulta finanziato al 77% dalla Regione (il restante 23% spetta al Comune). L’obiettivo è «l’installazione sulla copertura rifinita attualmente con guaina ardesiata» di «un sistema impermeabile fotovoltaico con caratteristiche innovative a film sottile a tripla giunzione». Una tecnologia, questa, grazie alla quale le componenti blu, verde e rossa «dello spettro della luce solare» possono essere assorbite proprio «in modo frazionato dai differenti strati presenti». Il sistema insomma funziona «con

qualsiasi condizione atmosferica». Ma c’è di più: la guaina è talmente sottile (e pure removibile) da risultare praticamente invisibile. A lavori terminati il Salone degli incanti diventerà un modello dal punto di vista del consumo energetico a emissione zero di Co2. (fa.do.)

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