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Isonzo, nuovi argini anti-alluvioni

Presentato a Poggio il progetto per la messa in sicurezza della sponda sinistra

SAGRADO. La messa in sicurezza dell’argine sinistro dell’Isonzo a difesa dell’abitato di Poggio Terza Armata e il ripristino dell’officiosità del corso d’acqua sono ormai realtà. Il Consorzio di bonifica Pianura Isontina ha presentato ieri sera, al Centro civico di Poggio Terza Armata, il progetto di messa in sicurezza finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Si tratta di una parte (200mila euro) del sostanzioso riparto di 2, 3 milioni di euro destinato dall’assessore regionale all’Ambiente, Sara Vito, alla sistemazione idrogeologica di corsi d’acqua nella nostra regione. Risorse che nel caso della frazione sagradina saranno distribuiti tra la messa in sicurezza dell’argine dell’Isonzo a difesa di Poggio Terza Armata e il ripristino dell’officiosità del corso d’acqua nel tratto compreso tra il ponte della ferrovia dismessa Redipuglia-Cormons e la traversa dell’ex Torcitura di Poggio. «È un’importante stanziamento che va nell’ottica della cura del territorio per ridurre il rischio da allagamenti che, anche nel nostro territorio, possono essere molto pericolosi e causare problemi all’ambiente e ingenti danni economici alle persone – spiega la stessa Vito –. Nel caso degli interventi di difesa idraulica, si tratta di opere “invisibili” , che spesso non si notano, ma di importanza fondamentale nel caso di precipitazioni abbondanti». L’intervento è stato illustrato alla popolazione, dopo i saluti di rito del sindaco Vittori, dal personale tecnico del Consorzio di Bonifica. «Per la comunità di Poggio e tutto il Comune il consolidamento dell’argine è un’opera di indubbia importanza – commenta il primo cittadino –. Oltre all’intervento che riguarda Poggio, una successiva fase progettuale si propone di rivedere l’alveo con una parziale sghiaiamento e di valutare un’azione di contenimento dell’impatto creato dall’isolotto al centro del fiume a monte della traversa di Sagrado».

Un tema sempre aperto in merito alla sicurezza rimane quello delle opere di sghiaiamento. Negli anni Sessanta, immediatamente a monte del ponte di Sagrado, era funzionante un sistema fisso di recupero della ghiaia. In contemporanea erano operative diverse gru su cingoli che prelevavano la ghiaia e la caricavano su camion. I mezzi uscivano dall’alveo per la strada adiacente all’ex fabbrica Smeriglio di Gradisca (zona Mulin Vecio). Negli anni Settanta non esisteva più alcuna azione di prelevamento all’altezza di Gradisca e Poggio (a monte della passerella). Una piena notevole dell’Isonzo nella prima metà degli anni Ottanta, consigliò un intervento di sopraelevazione di un tratto di argine lato Poggio e una riduzione dell’altezza delle isole di ghiaia, sempre a monte della passerella. Il dibattito, tra gli abitanti di Poggio, sulla necessità di eliminare le isole, o perlomeno di ridurre la loro altezza, è sempre stato molto accentuato. Il problema a Sagrado non è solo dovuto al fenomeno della “risoltiva” (vedi il fenomeno dell’acqua alta nelle vie 2 Giugno e Nuova), ma anche per la presenza di piene molto violente che non fanno dormire sonni tranquilli ai residenti della parte bassa di Poggio,

un centinaio di famiglie. La presenza del “tubone” di recupero e smaltimento delle acque di “risoltiva” lungo la via 2 Giugno di Poggio ha limitato la presenza di acqua nelle arterie circostanti, ma un intervento risolutivo era da tempo nell’aria.

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