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Sul caso Eaton un altro Consiglio comunale

I dem chiedono la riconvocazione. Il sindaco di San Pier Zandomeni: «Allargarlo a tutte le realtà del territorio»

Dopo la netta chiusura di Eaton a qualsiasi trattativa sul mantenimento del sito di Monfalcone, dove oggi si recherà in visita anche la parlamentare Serena Pellegrino (LeU – Sinistra Italiana), lo sforzo, compatto, dev’essere quello per la ricollocazione dei 150 lavoratori della fabbrica. «Continuiamo a lavorare assieme – afferma il segretario del Pd cittadino Marco Ghinelli –. Tutti i soggetti politici locali e nazionali completino lo sforzo e cerchino di responsabilizzare le aziende del luogo. In primis Fincantieri». Secondo Ghinelli, è quindi indispensabile una riconvocazione del Consiglio comunale per sollecitare amministrazione e Fincantieri a completare l’accordo sulle assunzioni dando assoluta priorità ai lavoratori in uscita dalla Eaton.

La chiusura dello stabilimento Eaton arriva, inoltre, come ricorda il sindaco di San Pier d’Isonzo Riccardo Zandomeni, dopo una serie di crisi che hanno segnato in modo pesante il territorio. «In tale contesto è difficile e a volte inimmaginabile un effettivo ricollocamento – sottolinea –. Alcune recenti leggi a livello nazionale sarebbero poi da modificare del tutto. Penso ai job acts, spesso inutili e controproducenti per i lavoratori». Zandomeni condivide quindi le richieste del sindacato di promuovere i presupposti per attuare nuovi investimenti nell’Isontino. «Servono nuove politiche – osserva – e non quando la situazione è diventata ormai fallimentare». In questo contesto, il sindaco di San Pier rileva come un Consiglio comunale congiunto tra tutte le municipalità del territorio potrebbe dirsi benvenuto, purché «non ci si limiti a esprimere una generica solidarietà alle maestranze, peraltro doverosa, ma si chieda alle istituzioni nazionali e regionali un impegno concreto che vada al di là di questa dolorosa vicenda».

Due le richieste da avanzare, secondo Zandomeni. La prima è che «lo Stato vari un piano di sostegno e agevolazioni economiche alle piccole e medie imprese locali, quelle che creano ricchezza autentica

legata al territorio». La seconda riguarda i rapporti fra istituzioni pubbliche e imprese multinazionali: l’ingresso di queste ultime e la loro facoltà di operare sul territorio nazionale siano subordinati al rilascio di precise garanzie. In caso contrario scattino pesanti penali.

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