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Rappresaglia croata in golfo: multe ai pescatori sloveni

Pronta la risposta di Zagabria all’iniziativa del governo di Lubiana. Continua la battaglia per il confine marittimo dopo la sentenza della Corte

UMAGO. Zagabria intende rispondere per le rime alle multe comminate da Lubiana ai comandanti di 14 motopesca di Umago e Salvore per aver violato la linea di demarcazione statale nel golfo di Pirano, indicata dalla contestata sentenza della Corte d’arbitrato. Le violazioni in parola sarebbero state perpetrate da un mese a questa parte, vale a dire dal momento in cui la Slovenia ha avviato in maniera unilaterale l’impletentazione della sentenza in parola. Sentenza che come noto, la Croazia non riconosce. Ebbene, come precisato nel comunicato diffuso dal ministero croato degli Interni, «anche noi teniamo costantemente sotto controllo usando radar e video camere la baia di Salvore (così Zagabria indica il golfo di Pirano) e da un mese a questa parte abbiamo riscontrato 235 passaggi di confine dei pescatori sloveni senza il permesso delle autorità croate il che è una violazione del Codice sui confini di Schengen».

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«Tali pescatori - prosegue Zagabria - svolgono l’attività di pesca contrariamente alle disposizioni comunitarie 1224/2009 e al Decreto esecutivo 404/2011 il che è punibile ai sensi di legge». Nel comunicato si aggiunge che le multe verranno recapitate a domicilio e nel caso di mancato pagamento verranno adottati non meglio definiti provvedimenti nei confronti del trasgressore al momento in cui entrerà in territorio croato. In altre parole, gli potrebbe venir negata l’entrata in Croazia. E in riferimento alle multe mandate da Lubiana ai pescatori istriani di Salvore e Umago per presunta violazione del confine nel golfo di Pirano, il ministero croato degli Esteri ha inviato una nota diplomatica all’Ambasciata slovena a Zagabria, affermando che i pescatori in parola svolgevano la loro attività nelle acque territoriali croate.

Va detto che le multe in parola non sono state ancora recapitate a domicilio come affermato da Robert Momić presidente dell’Assopesca della regione. «Anche se le riceveremo - ha aggiunto - le inoltreremo al comandante della polizia del mare della Regione istriana, così come concordato nell’incontro con il minisro dell’Agricoltura e Pesca Tomislav Tolušić». Inoltre il ministero degli Esteri sostiene che il comportamento di Lubiana non sarebbe in linea con lo spirito dei rapporti di buon vicinato e dei valori europei e nella soluzione della questione aperta tenterebbe di coinvolgere i cittadini e i pescatori che vivono e lavorano a ridosso del confine. Si fa inoltre presente che i due Paesi sono membri dell’Unione europea e della Nato per cui hanno la responsabilità di risolvere le questioni ancora aperta in maniera pacifica, senza ricorrere a mosse unilaterali.

(p.r.)
 

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