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La caccia al tesoro sulle spiagge dell’isola Trovano di tutto

Appassionati muniti di metaldetector in azione a stagione finita Alessio Mele ha fondato un gruppo che opera in tutto l’Isontino

GRADO. Una Lamborghini verde trovata in mezzo alla sabbia del tratto libero della spiaggia principale. Una notizia incredibile, se non fosse che si tratta semplicemente di un modellino. Uno degli oggetti metallici che il ventiseienne cormonese Alessio Mele ha trovato in spiaggia grazie ai segnali captati col suo metaldetector. Oltre al modellino, alcuni pezzi di alluminio che saranno portati allo smaltimento («così, in un certo senso, contribuiamo a pulire la spiaggia») e una decina di euro.

Questo il bottino di due ore e mezzo trascorse in spiaggia in questi giorni. Ormai ben lontani dall’estate, ciò che i turisti hanno perso in sostanza è già stato trovato da altri “cercatori di tesori”. «Assieme a sei altri amici ugualmente appassionati di queste ricerche, veniamo in spiaggia – dice Mele –, ma soprattutto ci rechiamo nei boschi attorno a Cormons alla ricerca di oggetti risalenti alle guerre mondiali». Grazie al Comune di Cormons che metterà a disposizione alcune stanze (in un’ala della sala civica o in un edificio limitrofo, pare), sarà addirittura creato un piccolo museo di tutta l’oggettistica che il gruppo ha trovato in tutto il territorio isontino. Spiagge di Grado incluse. I sette (raggiunti al telefono gli altri sei hanno espresso la volontà di rimanere nell’anonimato, ndr) si sono ufficialmente costituiti in un gruppo denominato Metaldetecting Isontina, legato all’associazione Tocs di Cormons. «Principalmente puntiamo al recupero di oggetti dei periodi bellici – afferma ancora Mele –, ne abbiamo già trovati parecchi, soprattutto munizioni». Naturalmente si tratta di materiale inerte.

Oltre alle munizioni hanno trovato anche alcuni ordigni bellici (per questi hanno fatto le regolari segnalazioni alle forze dell’ordine), ma pure gavette e forchette utilizzate da qualcuno delle migliaia di soldati che hanno combattuto da queste parti. «Alcuni giorni fa un mio collega ha anche trovato un distintivo della 14^ divisione Isonzo – aggiunge –. Parliamo naturalmente della seconda guerra mondiale». Tra quelli della Prima guerra mondiale Mele ricorda invece una medaglia del 1918. Un amico ha pure trovato un ricordo di Podgora. «Gli oggetti che ci hanno toccato maggiormente il cuore – precisa ancora il ricercatore cormonese – sono in ogni caso dei braccialetti realizzati con le corone di forzamento del retro degli oggetti bellici, battute e forgiate dai soldati appunto per creare dei braccialetti». Ed è proprio per questo, che il gruppetto dei sette ha deciso che il materiale trovato deve essere reso pubblico e messo in mostra: «Inutile tenerselo in casa». Tra l’altro nel piccolo museo saranno esposti anche altri oggetti bellici ritrovati in diversi luoghi da un collezionista privato di Sauris di Sopra.

Altri ricercatori indipendenti non la pensano sicuramente così: arrivano appena terminata la stagione per cercare denaro e magari anche qualche gioiello. Alessio Mele, oltre a pensare a raccogliere gli oggetti e ad accingersi a occuparsi anche dell’esposizione pubblica degli stessi, è, però, ovviamente per puro caso, diventato un “metaldetector man” specializzato anche nel trovare le automobiline. Al rientro a casa le lava accuratamente e poi regala a suo figlio. «Ne ho trovate tante durante questi tre anni di mie ricerche – racconta –; addirittura l’anno scorso proprio in spiaggia a Grado ne ho recuperate una ventina, una vicina all’altra. Erano sotto la sabbia di una piccola duna. Qualche bambino ci ha giocato e poi non so perché motivo sono finite in mezzo alla sabbia e sono rimaste li chissà magari da quanto tempo». E chissà, aggiungiamo noi, quanto ha pianto il piccolo che è tornato a casa senza gli “autini”.

«Siamo contenti che ci venga data la possibilità

di farci conoscere – conclude dal canto suo Mele –. Vorremmo che le persone sappiano che non siamo “tombaroli” come qualcuno volgarmente ci definisce, ma che, anzi, vogliamo tutelare il patrimonio storico culturale del nostro paese».

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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