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In Fvg la corsa dei 17mila a un posto nella sanità

Quasi 5.400 le domande del bando per operatore socio-sanitario, oltre 12mila quelle depositate dagli aspiranti infermieri

TRIESTE. Sono 5.397 le domande per partecipare al concorso di “operatore socio-sanitario categoria Bs” (oss), pervenute all’Egas (ente per la gestione accentrata dei servizi condivisi) incaricato di selezionare 188 competitori, da assegnare alle pubbliche strutture della salute regionale. AsuiTs, AsuiUd, Burlo Garofolo, Cro Aviano, Aziende 2-3-5 attendono rinforzi: la scadenza delle domande era fissata al 18 gennaio, avendo avuto un mese di tempo per la presentazione che era stata aperta il 19 dicembre dello scorso anno. L’elevato numero delle domande implicherà lo svolgimento di una prova preselettiva, la cui data e la cui sede non sono state ancora definite. Non c’è assegnazione preliminare dei 188 posti, in quanto i banditori si riservano flessibilità nella gestione delle graduatorie.

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Al concorso potevano accedere cittadini italiani e comunitari, con un’età non inferiore ai 18 anni, avendo assolto l’obbligo scolastico e avendo conseguito il titolo specifico di “operatore socio-sanitario” previo apposito corso di formazione. Il precedente bando risale al marzo 2016 e vide 2785 domande per 29 posti; poi bisogna risalire fino al 2009, quando però i concorsi erano organizzati a livello territoriale. Forte l’interessamento da fuori Regione, specialmente dal Mezzogiorno. Una emblematica osservazione anagrafica viene colta dalla sindacalista cigiellina Francesca Fratianni: il più anziano concorrente è nato nel 1951 mentre il più giovane è venuto alla luce nel 1998, una differenza d’età pari a 47 anni che potrebbe definire un rapporto generazionale tra nonno e nipote. Numerose le “candidature” di persone nate attorno al 1960, quindi non molto distanti dal compimento del sessantesimo genetliaco. La commissione giudicatrice, che non è stata ancora nominata, avrà a disposizione 100 punti, 40 a valere sui titoli e 60 per le prove d’esame (30 riguardano la pratica, 30 l’orale): la prova pratica - spiega il testo del bando a pagina 7 - verterà sull’esecuzione di tecniche specifiche e/o predisposizione di atti connessi alla qualificazione professionale nell’ambito di piani assistenziali/procedure, esempi di utilizzo di protocolli assistenziali, descrizione e/o simulazioni di interventi clinici infermieristici.

A livello di personale sanitario regionale, queste 5.397 speranze di diventare “oss” si sommano alle 12.120 domande per partecipare al concorso che mette in palio 466 posti di infermiere. Anche questa è una prova di carattere nazionale e comunitario. L’aspra pre-selezione avrà luogo attorno al 20 febbraio a Trieste, Udine, Pordenone: ha il compito di scremare solo mille candidati, 1 su 12. Nel capoluogo regionale è stato prenotato il PalaTrieste. Sindacati duri contro una pre-selezione così spietata: «Chiederemo di aumentare notevolmente i numeri - sostengono Rossana Giacaz (Cgil Fp) e Mario Lapi (Cisl Fp) perché il fabbisogno a oggi nel servizio sanitario regionale è già superiore alle mille unità» quindi «in pochi mesi la graduatoria sarebbe esaurita». Un problema che si pose anche in occasione del precedente concorso, con grave nocumento - secondo Giacaz e Lapi - per la pubblica sanità di Trieste.

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Dunque, a livello indicativo, tenendo ben presente le diversità di curriculum e di prestazione professionale, si può dire che in Friuli Venezia Giulia, tra infermieri e “oss”, c’è un totale di 17.517 persone in lizza per 654 posti. E i sindacati sono preoccupati. Soprattutto quelli triestini. La Fials, con il segretario Fabio Potoschnig, e la Cgil Fp, con Francesca Fratianni, convergono nel rilevare come le criticità finanziarie dell’AsuiTs (azienda sanitaria universitaria integrata) rischiano di mettere a repentaglio le assunzioni di “oss”. Perché - è opportuno ricordarlo - l’ingresso in graduatoria non assicura l’automatica certezza del posto di lavoro. «Già adesso - commenta Pototschnig - si fatica a garantire la turnistica nei reparti. Ci hanno detto che le assunzioni saranno centellinate e non è scontato neppure il rispetto del turn-over».

Ma le esigenze della sanità pubblica triestina sono ben maggiori: «AsuiTs ha 22 posti da ricoprire con il turn-over - precisa Francesca Fratianni - però il calcolo degli straordinari suggerisce che il fabbisogno di personale sfiori le 150 unità». Secondo Cgil Fp, l’intero sistema socio-assistenziale del territorio presenta aspetti sperequativi. Nelle case di riposo - sottolinea Virgilio Toso - «la differenza tra salario pubblico e privato può arrivare fino a 200 euro netti al mese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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