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Trieste, l'Adriaterminal finisce nel mirino di Msc

La compagnia aveva annunciato la volontà di realizzare una base a Trieste per il settore passeggeri. Interessa lo scalo in Porto vecchio, in concessione a Gmt

TRIESTE Adriaterminal è il possibile candidato ad ospitare le navi-crociera di Msc, se e quando la grande compagnia concretizzerà l’idea di realizzare una base a Trieste.

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A fine novembre, durante un incontro nel palazzo della Regione Fvg, il presidente di Msc Cruises, Pierfrancesco Vago, dichiarò che il gruppo cercava casa a Trieste, volendo bissare nel traffico passeggeri i lusinghieri risultati conseguiti nel movimento container e nella gestione del Molo VII. Vago non aveva voluto specificare il sito preciso sul quale si era appuntata l’attenzione della compagnia, avendo accennato genericamente a un posto dove fosse possibile ammirare la città e il golfo. E che fosse in grado di accogliere unità di grandi dimensioni. In quella circostanza Vago non fece menzione della franchigia, ma evidenziò la vantaggiosa posizione geografica di Trieste, non solo punto d’imbarco ma meritevole di visita.

Adriaterminal, in Porto vecchio, concentra - secondo fonti dell’Autorità portuale - le caratteristiche richieste da Msc ed è quindi su di esso che è aperto il ragionamento. Non ci sono ancora indicazioni progettuali, non c’è una tempistica programmata, anche perché Adriaterminal, unico scalo operativo in Porto vecchio, è in concessione quindicennale alla Steinweg-Gmt (Genoa metal terminal) fino al 2022: dunque, ogni passo ufficiale dovrebbe essere concordato con l’attuale gestore.

L’area interessa circa 70 mila metri quadrati, di cui 25 mila coperti. La banchina si prolunga per 570 metri e può contare di fondali da quasi 12 metri. Steinweg-Gmt utilizza i magazzini 12-13-14, che sono autorizzati dal London metal exchange; il 13 ha anche la “patente” Liffe (London international financial futures and options exchange) per lo stoccaggio di caffè e cacao.

Il vertice dell’Autorità ritiene che il settore crocieristico triestino abbia notevole margine di incremento e che lo sbarco di Msc non sia pregiudizievole al prosieguo dell’attività svolta da Ttp alla Stazione marittima: c’è spazio per tutti. Si ritiene, inoltre, che la trasformazione di Adriaterminal in scalo crocieristico possa essere compiuta con investimenti «leggeri» dal punto di vista edilizio, insomma una riqualificazione non solo possibile ma neanche troppo costosa e complicata.

È vero che esiste il problema della diga foranea, estesa per un chilometro davanti al Porto vecchio con il rischio di ostacolare la manovra: su questo sono allo studio soluzioni tecniche, per limitare il disagio nell’operatività delle “passeggeri”.

Comunque Adriaterminal non è interamente concessa a Steinweg-Gmt, in quanto il lato nord, ovvero il vecchio Molo I, ospita una base logistico-marina di Saipem, dove vengono montati e testati i sistemi offshore: l’Autorità giudica questa presenza compatibile con lo sviluppo della terminalistica “cruise”.

Msc ha progetti decisamente ambiziosi per quanto riguarda il potenziamento della flotta: un piano, calibrato fino al 2026, prevede la costruzione di 12 navi con un investimento di 10,5 miliardi di euro. Nel 2018 la compagnia pronostica, in 14 porti italiani, un movimento di 3 milioni di passeggeri. Msc, nato per il trasporto di container, è arrivata solo nel primo decennio 2000 al mondo della crocieristica, dove però è cresciuta dell’800% in dieci anni, piazzandosi al quarto posto della classifica mondiale “cruise”. Il vertice dell’Autorità spera che la scommessa di Msc sul container triestino ampli la portata anche in tema di passeggeri.

Nel corso del 2017 la Marittima ha visto transitare 121.219 turisti, che hanno fruito di 58 “toccate” di navi-crociera. I principali utenti sono stati Marella (ex Thomson), la spagnola Pullmantur (Rccl), la tedesca Tui (anch’essa collegata a Royal caribbean).

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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