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Il Carnevale questione di confine

La Pro loco a Staranzano: «Non svuotiamo la città». E in piazza per il testamento “resiste” l’impalcatura

Monfalcone si tiene stretto il suo Carnevale. È questo il messaggio che la Pro loco cittadina lancia a Staranzano, che in questi ultimi anni ha visto crescere la partecipazioni ad alcuni eventi inclusi nel cartellone di “Che Raza de Carneval”. Soprattutto la Cavalchina mascherata, inventata e animata da dj Zippo con il suo instancabile staff. Accusata, in sostanza, dall’assessore alla Cultura di Staranzano Matteo Negrari, di aver “boicottato” la nascita di un programma congiunto di eventi e ...

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Monfalcone si tiene stretto il suo Carnevale. È questo il messaggio che la Pro loco cittadina lancia a Staranzano, che in questi ultimi anni ha visto crescere la partecipazioni ad alcuni eventi inclusi nel cartellone di “Che Raza de Carneval”. Soprattutto la Cavalchina mascherata, inventata e animata da dj Zippo con il suo instancabile staff. Accusata, in sostanza, dall’assessore alla Cultura di Staranzano Matteo Negrari, di aver “boicottato” la nascita di un programma congiunto di eventi e quindi di un vero e proprio Carnevale della Bisiacaria, con Ronchi dei Legionari, oltre che con Staranzano.

«In sostanza, l’alleanza sarebbe consistita per Staranzano nel portare gli spettatori della nostra sfilata nel tendone allestito fuori dal territorio di Monfalcone – afferma il presidente della Pro loco Franco Miglia –. A sostenere una linea del genere avremmo danneggiato solo che i nostri commercianti ed esercenti di locali pubblici». In cambio, stando al resoconto di Miglia, Monfalcone si sarebbe dovuta accontentare di ospitare degli eventi al pomeriggio, nella settimana che culmina nel Martedì grasso. «Insomma, si trattava di non svendere il Carnevale di Monfalcone, uno dei più importanti della regione», sottolinea il presidente della Pro loco, che, comunque, non chiude del tutto le porte al dialogo con la realtà confinante.

Intanto, ieri pomeriggio piazza della Repubblica ha vissuto un assaggio di Carnevale con la presentazione di “Serpentade”, il numero unico satirico di cui è padre padrone Sergio Marini, alias “el Serpente”. L’evento quest’anno ha avuto come location una struttura installata in piazza della Repubblica. Per Marini si trattava del resto di festeggiare la decima edizione della rivista. L’ha fatto con buona parte della giunta monfalconese, sindaco Anna Cisint in testa. Forte di 102 pagine, la versione 2018 di “Serpentade” dedica comunque una sezione molto ricca all’ex capoluogo provinciale, senza scordarsi di un po’ tutti i comuni del mandamento (compresi quelli “devigilizzati” di Turriaco e San Pier d’Isonzo). “Serpentade”, poi, sconfina di nuovo in direzione di Trieste cui, non è detto, non sia riservata prima o dopo una pubblicazione ad hoc.

Alla berlina, in ogni caso e come da consuetudine, finiscono un po’ tutti. Squadra al governo della città dei cantieri compresa. Magari affidandosi alla voce dei “monfalciaioni”, ospiti anche quest’anno della rivista. Tra le “pezo robe” finisce d’ufficio in ogni caso anche la chiusura della Eaton, mentre in testa alle “meio robe” c’è “la spazzatrice che no xe più un incubo”.

La tradizionale lettura del Testamento da parte di Sior Anzoleto Postier prima e la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati poi il 13 febbraio non potrà intanto contare su una piazza sgombra dal cantiere dei lavori di recupero del municipio. A differenza di quanto prospettato, ci si è arresi all’evidenza che la recinzione non può essere tolta fino a quando non saranno ultimate le lavorazioni. Confermata, per ora, la data di riconsegna alla città del palazzo, quella di Pasqua.

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