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Le paghe dei dipendenti Dct “in salvo”

I sindacati: «Amministratori e Prefettura hanno dato garanzie». Commissari al lavoro per sbloccare la possibilità di spesa

TRIESTE Gli stipendi dei dipendenti della Depositi Costieri Trieste, che da quanto emerso dall’ultima udienza in Tribunale non è in grado di pagare le spese correnti, non dovrebbero essere a rischio. È quanto fanno sapere gli addetti ai lavori, secondo cui la situazione dovrebbe essere prossima allo sblocco. Lo confermano i sindacati.

La Cgil, unica sigla presente in loco, afferma attraverso il suo esponente Renato Kneipp che si sta lavorando alacremente per garantire la continuità dei pagamenti ai dipendenti: «C’è l’impegno dei commissari e della Prefettura perché gli stipendi vengano comunque emessi ai lavoratori - spiega il sindacalista -. E tutte le parti coinvolte stanno facendo il massimo perché ciò avvenga. D’altra parte la continuità, tanto delle paghe quanto dei posti di lavoro, è stata la premessa da cui sono partite le istituzioni nel momento in cui questo caso giudiziario è stato reso noto».

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L’obiettivo principale del sindacato è assicurare la sopravvivenza dei posti di lavoro, anche e soprattutto sul lungo periodo: «Questo per noi è il primo punto. Indipendentemente dagli esiti della vicenda, è fondamentale che i lavoratori non debbano subire contraccolpi da quanto avvenuto».

I dipendenti della Depositi Costieri sono una ventina, i lavoratori raggiungono il centinaio se si contano anche gli addetti dell’indotto. L’impresa era stata raggiunta a fine dicembre da un’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura, per un sospetto di infiltrazione da parte di organizzazioni criminali.

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A giugno la società è stata acquisita dalla campana Life, che ha ottenuto le quote fino a quel momento detenute dalla Giuliana Bunkeraggi, amministrata dal triestino Franco Napp. Gli approfondimenti degli investigatori hanno portato a individuare nell’organico della Dct la presenza di un uomo con precedenti per associazione mafiosa e di un altro individuo, assunto dopo il passaggio delle quote a Life, che secondo le forze dell’ordine avrebbe avuto dei collegamenti con la Camorra.

Attualmente la società è commissariata: a guidarla, la Conferenza dei servizi ha collocato il docente di diritto amministrativo Andrea Crismani, il generale dei carabinieri in quiescenza Roberto Zuliani e l’imprenditore friulano Matteo Tonon.

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