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Stroncato da un malore alla Fincantieri

Marco Morandini, 54 anni, operaio di una ditta di San Dorligo e residente a Trieste, vittima di un probabile infarto a Monfalcone

Stroncato da un malore che gli ha fermato il cuore mentre era al lavoro nel cantiere di Panzano della Fincantieri. È morto così, sotto gli occhi di un collega con cui stava andando a bere un caffè Marco Morandini, 54 anni, originario di Sassari ma residente da molti anni a Trieste con la sua famiglia, operaio specializzato dipendente della ditta Casa Corona srl, specializzata in impianti antincendio, che ha sede nella zona industriale di Trieste, in via Muggia a San Dorligo della Valle.

Erano da poco passate le 8 di ieri mattina, Morandini stava seguendo alcune lavorazioni a bordo della Costa Venezia, la nave della Carnival in costruzione nel bacino (sarà consegnata nel 2019). Assieme a un collega è sceso dalla nave, ha utilizzato il varco passeggeri che porta sulla banchina, dovevano andare a prendere un caffè come tante altre mattine. Mentre stavano camminando sul molo, Morandini si è sentito male e si è accasciato a terra. Il collega ha subito intuito che la situazione era molto grave. Si sono allertati immediatamente i sanitari del cantiere ed è stato portato sul posto in pochi istanti un defibrillatore. Contemporaneamente, come prevedono i protocolli del cantiere, i sanitari, che si sono resi conto che l’uomo era in pericolo di vita, hanno chiamato il numero unico di emergenza per far arrivare l’ambulanza e l’auto medica. L’unità di emergenza è arrivata in pochi minuti, seguita da una squadra di vigili del fuoco, dalla polizia e dall’auto medica con il medico di pronto soccorso.

Medico e sanitari sono rimasti sul posto oltre un’ora cercando di rianimare l’uomo, ma per Marco Morandini purtroppo non c’è stato nulla da fare. L’attacco cardiaco, di questo si è trattato, è stato devastante e probabilmente è deceduto appena si è accasciato a terra. A nulla infatti sono valse le manovre di rianimazione. E al medico non è rimasto che constatare il decesso. Non si è trattato di un incidente e nemmeno di un infortunio e non è stato necessario chiamare il medico legale.

Mentre i sanitari erano impegnati nell’intervento di emergenza, il personale Fincantieri ha fatto spazio intorno all’area dove era in corso l’operazione di soccorso per dare un minimo di privacy e di riservatezza. Tra i sindacati la Fiom, ha fatto sapere il segretario Livio Menon, ha cercato di intervenire per bloccare il lavoro nell’area almeno dei mezzi e dei lavoratori delle ditte dell’indotto che però hanno continuato senza fermarsi. Non si è riusciti nemmeno, ha denunciato il sindacato, a fare uno stop di cinque minuti come segno di rispetto nel momento in cui veniva portato via il corpo. La disgrazia ha comunque suscitato

molta impressione tra i lavoratori che erano sul posto. La Fiom infine ha fatto sapere che assieme agli altri sindacati Fincantieri verrà promossa un’iniziativa di solidarietà con la raccolta di fondi da destinare alla famiglia di Marco Morandini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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