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L'Italia si tinge di giallo per ricordare Giulio Regeni
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L'Italia si tinge di giallo per ricordare Giulio Regeni

In mille alla fiaccolata di Trieste. A Fiumicello Camminata dei diritti e minuto di silenzio "denso di pensieri". Due anni fa la scomparsa del ricercatore

Due anni senza Giulio: la fiaccolata a Fiumicello Oltre mille persone hanno sfilato lungo le vie di Fiumicello, paese natale di Giulio Regeni, in occasione del secondo anniversario della scomparsa del ricercatore friulano barbaramente ucciso in Egitto. Un'occasione per chiedere, ancora una volta, la verità sul suo omicidio (Video di Katia Bonaventura)

TRIESTE Decine di piazze in tutta Italia si sono tinte di giallo per ricordare che oggi, 25 gennaio 2018, sono ormai due anni senza Giulio Regeni. Due anni senza conoscere la verità sull’atroce omicidio del ricercatore di Fiumicello che il 25 gennaio del 2016, dopo avere inviato un ultimo Sms alle 19.41, fu inghiottito nel buio del Cairo. Per essere ritrovato cadavere, il corpo martoriato dalle torture, il 3 febbraio successivo sul ciglio di una strada. Un colore giallo che la famiglia Regeni ha voluto però anche identificare con la richiesta di giustizia «per tutti i Giulio del mondo».

A Trieste un migliaio di persone ha partecipato alla fiaccolata in memoria di Giulio Regeni, per chiedere verità e giustizia per l'omicidio del ricercatore friulano. Con candele e fiaccole di colore giallo, la manifestazione si è snodata, in composto silenzio, tra piazza Unità d'Italia e piazza della Borsa.

A Fiumicello, paese natale di Giulio, è stato osservato un minuto di silenzio nella piazza: «Siamo vicini alle 19.41, questo silenzio denso di pensieri, Giulio, è per te», ha detto la madre Paola Deffendi parlando al microfono. I manifestanti hanno alzato le loro fiaccole verso il cielo, «verso la nostra stella, Giulio» ha detto il sindaco Ennio Scridel, e in silenzio hanno chiesto giustizia.

Caso Regeni, i genitori a due anni dalla scomparsa: "E' con la verità che si arriva alla giustizia" "Venticinque gennaio 2018, due anni senza Giulio". E' con queste parole che inizia il videomessaggio pubblicato su Facebook dai genitori del giovane ricercatore italiano trovato senza vita al Cairo all'inizio di febbraio del 2016. "Giulio ha subito una inenarrabile violazione dei diritti umani. La sua barbara uccisione ha riflesso un mondo che per molti era oscurato", continuano i genitori di Regeni ricordando le circostanze della morte del figlio. "Speriamo che a breve venga consegnata la verità vera e completa su tutto il male del mondo che si è abbattuto su Giulio. Sulle responsabilità di chi ha agito, consentito e coperto per tanto tempo. E' con la verità che si arriva alla giustizia", ha concluso la madre del giovane ricercatore

Nel pomeriggio era partita dal piazzale antistante le scuole di Fiumicello la Camminata dei diritti, la marcia che ha fato il  via alle iniziative in programma fino a sera, per chiedere Verità e giustizia per il ricercatore a due anni dalla scomparsa a Il Cairo. Ad aprire il corteo sono stati i bambini del Governo dei giovani del comune di Fiumicello, che hanno portato una bandiera arcobaleno. Subito dopo ha sfilato la madre di Giulio, Paola Deffendi, con la bandiera gialla riportante la scritta «Verità per Giulio Regeni».

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Sono stati tanti i ragazzi e le famiglie presenti, con in una mano la fiaccola gialla, nell'altra un nastro dello stesso colore che rappresenta le libertà e i diritti, che ognuno ha conquistato o ricevuto. All'arrivo ciascun nastro è stato legato in un punto del piazzale dei tigli per rafforzare la trama del legame sociale.

Nel tragitto, i ragazzi del Governo dei giovani, progetto di cittadinanza attiva e partecipazione democratica che coinvolge Studenti e amministrazione comunale, leggeranno gli articoli della Convenzione sui diritti dei bambini e l'adolescenza. Anche Giulio Regeni era stato sindaco durante il terzo mandato.

Regeni, avvocati in toga protestano all'ambasciata egiziana: "Giulio è solo punta dell'iceberg" Una gruppo di avvocati dell'associazione Giuristi Democratici si è dato appuntamento all'ingresso dell'ambasciata egiziana a Roma alla vigilia del secondo anniversario dell'omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni per protestare contro le continue violazioni dei diritti umani e le detenzioni illegali di avvocati e semplici cittadini. "Stimiamo che attualmente ci siano circa 800 persone recluse senza un motivo"; afferma Fabio Marcelli. "In generale, il 35% di questi non fa più ritorno e un altro 5% torna, ma non da vivo - aggiunge Ezio Menzione -. Parliamo di almeno 5500 persone scomparse in tre anni. Questo fa capire che la vicenda di Giulio Regeni è davvero solo la punta dell'iceberg".di Francesco Giovannetti

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