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Monossido in condominio, otto intossicati

Allarme ieri mattina in una palazzina Ater in via Puccini. Coinvolti anche due minori, due donne finiscono all’ospedale

CAMPOLONGO TAPOGLIANO. Si è accorto che c’era qualcosa di strano nell’aria quando ha accusato un lieve malessere. A quel punto non ha peso tempo, lanciando l’allarme. È stata la prontezza di uno degli inquilini a evitare conseguenze che potevano essere ben più serie per gli occupanti dei sei appartamenti locati nel piccolo condominio Ater al civico 9 di via Puccini a Campolongo, dove ieri mattina sono state complessivamente otto le persone (tra cui due minori) ad accusare i sintomi di un’intossicazione da monossido di carbonio.

I timori dell’operatore della Sala operativa regionale emergenza sanitaria (Sores) che ha raccolto la telefonata sono stati confermati pochi minuti più tardi dal rapporto dei vigili del fuoco di Cervignano: in tutti e tre gli appartamenti che si trovano sul lato sinistro dello stabile (rispetto all’ingresso principale) sono stati rilevati valori di monossido di carbonio sopra la soglia di sicurezza.

I primi controlli sul posto da parte del personale medico hanno tuttavia evidenziato come tutti i soggetti coinvolti risultassero poco sintomatici, anche se per due donne (di 76 e 62 anni) si è ugualmente preferito disporre ulteriori accertamenti al pronto soccorso di Palmanova, che hanno poi confermato il complessivo buono stato di salute delle stesse.

I rilievi ambientali condotti in seguito, con l’apposita strumentazione, dai vigili del fuoco all’interno dello stabile hanno inoltre permesso di individuare l’origine delle emissioni di monossido di carbonio e ricostruire l’accaduto. Tutto si è originato da una stufa a pellet in funzione nel corridoio dell’appartamento al primo piano, occupato da una famiglia straniera (da tempo residente a Campolongo, ma solo da alcuni mesi trasferitasi nello stabile di via Puccini) composta da padre, madre e tre figli, il più piccolo dei quali si trovava però già a scuola verso le 8.30, quando è scattato l’allarme. Il condotto di scarico dei fumi dell’apparecchio era stato collegato a una canna fumaria esistente che, secondo i rilievi, non era a perfetta tenuta: ciò ha causato la fuoriuscita di una parte dei fumi di scarico sia all’interno dell’alloggio dove era in funzione la stufa, sia nei due alloggi sovrastanti, al secondo e terzo piano (dove abitano le due donne costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso), attraversati entrambi dal condotto verticale.

Completate le verifiche e arieggiati i locali, i vigili del fuoco hanno provveduto all’invio di una comunicazione tecnica al sindaco di Campolongo Tapogliano affinchè venisse interdetto l’uso dell’apparecchio.

Nessuna conseguenza, invece, per gli inquilini dei tre appartamenti locati nell’altra ala del condominio di quattro piani, dove le analisi dell’aria non hanno riscontrato presenze significative di monossido di carbonio.

Sul posto sono intervenuti

anche i carabinieri della stazione di Aiello con i colleghi del Radiomobile della Compagnia di Palmanova per le verifiche del caso. Sull’episodio la Procura della Repubblica di Udine avvierà accertamenti al fine di chiarire l’accaduto.

(ha collaborato Monica Del Mondo)

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