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In centinaia per l’addio a Moimas

La Protezione civile porta la bara del motociclista. Omaggio dei ragazzi del ciclismo. Lutto alla Stone

RONCHI DEI LEGIONARI. Una folla immensa ha partecipato ieri mattina a Ronchi dei Legionari al funerale di Roberto Moimas, il cinquantunenne originario di Selz morto lo scorso 11 gennaio in seguito a un incidente stradale. All’esterno della chiesa di San Lorenzo ad attenderlo c’erano anche i ragazzi e i bambini del ciclismo che allenava, oltre ai colleghi della Protezione civile che con lui hanno condiviso l’impegno di motostaffetta a garanzia della sicurezza delle gare ciclistiche. Giro d’Italia incluso.

Sono stati proprio gli amici delle staffette motorizzate a trasportare a spalla il feretro all’interno di una chiesa di San Lorenzo che ieri non è riuscita a contenere e ad accogliere le centinaia di persone e di fedeli venute ad assistere al rito. Celebrato, dal parroco don Renzo Boscarol, a quasi due settimane di distanza dal tragico schianto in viale Verdi a Monfalcone, dove Moimas stava transitando con il suo maxi-scooter per recarsi al lavoro, alla Stone Italiana di Villesse. In tantissimi, quindi, hanno voluto essere presenti e testimoniare il proprio affetto e la loro vicinanza alla moglie Tamara, ai figli Daniel e Manuel, con cui viveva a Santa Croce, ai genitori Ennio e Luciana e al fratello Ivan. Tanta è stata la commozione e il dolore in mezzo alla gente, ieri a Ronchi dei Legionari. In prima fila c’erano i ragazzi dell’associazione sportiva di Mountain Bike che Roberto allenava con grande passione e spirito di amicizia. Erano presenti tantissimi amici e i rappresentanti del mondo ciclistico, che lo ha visto ottenere ottimi risultati agonistici. Con la casacca del Pedale Ronchese si era aggiudicato, nel settembre del 1982, il titolo italiano nella categoria allievi proprio nella competizione svoltasi in città.

Per dare l’ultimo saluto all’amico e collega la fabbrica Stone Italiana di Villesse, dove Roberto lavorava da quasi trent’anni, è rimasta chiusa in segno di lutto. I responsabili dell’azienda, i dipendenti degli uffici e gli operai hanno preso parte al funerale. In questi giorni all’interno della fabbrica è stata anche promossa una raccolta di denaro tra tutti i colleghi e dirigenti e la somma è stata devoluta alla famiglia.

L’incidente in cui Roberto Moimas ha perso la vita è avvenuto nella prima mattinata di giovedì 11 gennaio. L’uomo che viveva a Santa Croce nel comune di Duino Aurisina era uscito di casa alla guida di uno scooter per recarsi sul posto di lavoro. Stava percorrendo viale Verdi, in pieno centro abitato, quando è stato prima urtato da un furgone di una ditta che usciva da una zona di parcheggio e poi successivamente da un’altra vettura che sopraggiungeva sull’altra carreggiata, in direzione di Monfalcone. Un doppio urto che ha provocato all’uomo la fatale caduta sull’asfalto. I tentativi di soccorso degli operatori sanitari del 118 erano stati

inutili. Sulle cause dell’incidente sta indagando la Procura di Gorizia, che aveva anche disposto l’autopsia, per stabilirne l’esatta dinamica ed è stato aperto un fascicolo per valutare le responsabilità dei conducenti coinvolti nel tragico fatto.

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