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«Così rilanciamo anche l’industria»

D’Agostino: «Il modello è l’Autorità di New York»

Coniugare logistica e manifattura ed essere un volano non solo per i traffici, ma anche per l’industria di un’area vasta. È l’obiettivo che dopo aver tagliato una serie non indifferente di record (treni, traghetti ro-ro, petrolio e con i container in forte ripresa) si pone ora il porto di Trieste che prende come modello, secondo le parole dello stesso presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale Zeno D’Agostino, nientedimeno che il porto di New-York dove l’Auhority ha giurisdizione su un’area di 3.100 chilometri quadrati con più di 1.600 chilometri di linea costiera.

Presidente D’Agostino, come sarà possibile coniugare a Trieste logistica e industria?

Sarà possibile perché a Trieste ci sono i Punti franchi dove è possibile svolgere con una serie di facilitazioni anche la trasformazione di merci, perché sta nascendo il nuovo Consorzio che sostituirà il vecchio Ente zona industriale, e perché c’è un sistema portuale che non comprende soltanto lo scalo marittimo e gli interporti, ma anche le aree industrializzabili e che è totalmente coordinato da un unico soggetto (l’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale, ndr.) il che costituisce non solo una caratteristica estremamente interessante, ma forse anche unica nel mondo intero.

Non esistono altri esempi virtuosi di questo tipo già rodati a sua conoscenza?

Soggetti che gestiscono e governano un sistema territoriale che mette insieme portualità, logistica, industria e Zone franche secondo me, almeno in Europa sono ben difficili da trovare. Mi viene in mente la Porth authority di New York come esempio di una concentrazione di poteri e di governo così accentuata.

Ma il nuovo Consorzio di sviluppo economico dell’area giuliana che sarà da lei presieduto e in cui l’Authority ha il 52% delle quote, mentre il 48 spetta ai Comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle non è ancora operativo?

Abbiamo già tenuto un primo consiglio di amministrazione nei giorni scorsi, teniamo sotto controllo il lavoro del liquidatore dell’Ezit e ci auguriamo che completi l’operazione in tempi rapidi. Il Consorzio non è ancora attivo come società, ma abbiamo messo già messo in piedi le prime attività di ricognizione della situazione immobiliare.

Possiamo considerare esempio concreto di integrazione delle aree logistiche il fatto che l’Interporto di Fernetti ha acquistato capannoni dismessi dalla Wartsila?

Esatto, ed è importante che l’Authority abbia accresciuto la quota di partecipazione dell’Interporto prendendone il controllo.

Su quell’area c’è interesse per svolgere attività logistiche da parte del colosso Msc in joint venture, come già accade sul Molo Settimo, con la To Delta di Pierluigi Maneschi?

Confermo, ma non solo, diciamo che ci sono anche loro, ma noi oggi abbiamo una bella lista di soggetti interessati a fare attività di logistica e non solo in Punto franco, ma più in generale in tutta l’area triestina o meglio quella controllata dall’Authority di Trieste.

Per esempio anche sul Canale navigabile della Zona industriale?

Anche lì ci sono forti ipotesi di insediamento. C’è ad esempio la Java Biocolloid (società indonesiana leader nella produzione del polisaccaride agar-agar ottenuto da alcuni tipi di alghe rosse e utilizzato nell’industria alimentare e farmaceutica, ndr.) che vedremo quest’anno come svilupperà le proprie attività, ma ce ne sono anche altre che si stanno dando da fare anche grazie all’integrazione e alle ulteriori sinergie che abbiamo attivitato con Area science park e con tutto il mondo dell’innovazione. Proprio in questi giorni sono in arrivo tecnici ed esperti cinesi per progettare sul Canale navigabile un centro per la lavorazione e distribuzione del sale rosa dell’Hymalaia.

Comincia ad andare forte anche l’Interporto di Cervignano che ha passato varie crisi?

Mi segnalano che non hanno più spazi per lavorare perché questa esplosione dei traffici che parte da Trieste sta coinvolgendo tutte le piattaforme logistiche regionali. Anche Cervignano grazie a un traffico di automobili Renault oggi è saturo: un circolo virtuoso sta coinvolgendo tutto il territorio regionale.

E il porto

di Monfalcone quando entrerà finalmente sotto l’Authority di Trieste?

Aspettiamo il decreto, ritengo che vi siano solo le ultime questioni burocratiche da superare e che il processo possa concludersi prima delle dimissioni del governo.

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