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«Uniamo Capriva Moraro e San Lorenzo»

Il sindaco Sergon propone un’aggregazione dei tre paesi in opposizione al super Comune del Collio

CAPRIVA. «Tra Capriva, Moraro e San Lorenzo possiamo iniziare a pensare ad un Comune unico: ma dovrà essere un percorso graduale, fatto di piccoli passi e messo a punto quando i nostri cittadini saranno pronti». Il sindaco di Capriva Daniele Sergon lancia la proposta: un’unica municipalità che comprenda le tre realtà limitrofe è possibile.

«Non sono contro le fusioni per partito preso – dice – ma non devono essere calate dall’alto: devono essere svolte di concerto con la popolazione, altrimenti il rischio è esclusivamente quello che a rimetterci siano la storia, le persone e i servizi di cui godono i cittadini. Ma in realtà piccole come le nostre, ipotizzare un unico Comune tra Capriva, Moraro e San Lorenzo non è follia».

Sindaco, lei è quindi per la fusione tra piccole comunità e contrario ad un Comune unico in tutto il Collio?

Alla lunga si può pensare anche a questo obiettivo, ma i tempi in questo momento sono ancora decisamente immaturi. Non si pensi che una fusione si possa realizzare a tavolino: dietro c’è un lavoro lungo, fatto di anni, su cui i sindaci devono impegnarsi a fondo. La cosa deve avvenire gradualmente, per piccoli passi: ma prima bisogna far nascere delle vere collaborazioni tra i Comuni, mettere in sinergia le associazioni, far si che i cittadini si sentano parte di un unicum. Che è quello che sta succedendo da anni a Capriva, San Lorenzo e Moraro...

L’esempio è quello dell’Isontina calcio...

L’Isontina calcio è una realtà che in qualche modo, soprattutto a livello giovanile, coinvolge ragazzi di tutti e tre i paesi. È lì a dimostrare che c’è unità tra le tre realtà. D’altronde fino al 1956 Capriva, Moraro, San Lorenzo e Mossa erano tutti sotto lo stesso Comune. E poi noi ragioniamo già in ottica unitaria: basti pensare al progetto della pista ciclabile che collegherebbe Capriva e Moraro su cui abbiamo chiesto un finanziamento all’Uti.

A proposito, parliamo di opere pubbliche: che anno sarà il 2018 sotto questo fronte per Capriva?

Abbiamo un milione di euro di interventi in programma. Circa 600 mila euro sono per la messa a nuovo della palestra sotto ogni profilo: risparmio energetico, sicurezza, utilizzazione sotto il piano scolastico e sportivo. Inoltre lavoreremo anche sull’illuminazione pubblica: sostituiremo circa cento pali della luce e posizioneremo nuovi impianti Led. Il tutto entro il 2018. Altri 100 mila euro andranno per la sistemazione delle strade interpoderali e dei fossi. E poi c’è la questione Versa.

Cioè?

Vanno chiuse pratiche aperte vent’anni fa ormai. Finiremo di svolgere gli espropri, risolveremo alcune frane, metteremo in pratica una manutenzione ordinaria con taglio di alberi grazie alla collaborazione con Regione e Consorzio di Bonifica. In tutto, ballano in questo caso 130mila euro di contributi divisi in tre tranche: 40mila euro per la questione-frane, altrettanti per gli espropri e 50mila euro per la pulizia del letto del torrente.

Un altro tema sentito dai caprivesi è la metanizzazione delle aree dove ancora manca questo servizio...

Certamente: la Regione ci ha dato un contributo di 220mila euro per coprire l’intera area della statale e della zona commerciale-artigianale. Noi possiamo mettere altri 80mila euro. Siamo in contrattazione con un fornitore: l’obiettivo è portare a casa l’opera senza alcun costo per il Comune.

Ultima questione: la candidatura Unesco del Collio-Brda. È l’anno decisivo?

Il gruppo tecnico-scientifico è al lavoro, e sta scovando tutte le eccellenze che il territorio è in grado di mettere sul piatto. Il punto è il seguente: dobbiamo puntare in tutti i modi sul turismo perché chi arriva qui per la prima volta resta sempre a bocca aperta. Un’idea? Non so se possa essere in qualche modo realizzabile, ma sarebbe bello che la Regione pagasse

il viaggio in Friuli-Venezia Giulia a pacchetti di portatori d’interesse, in grado poi di raccontare la bellezza del nostro territorio una volta tornati nel loro Paese d’origine. Sarebbe un’opportunità per moltiplicare l’appeal verso le nostre zone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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